
Dario Ferrari discusses the intersection of academia and political violence, exploring academic insults and the implications of cancel culture.
Ascolta l'episodio completo e ottieni altri vantaggi con l'abbonamento sostenitore su Patreon. Dario Ferrari è l’autore di uno dei casi letterari più interessanti degli ultimi anni, La ricreazione è finita (Sellerio), un romanzo che riesce nell’impresa quasi impossibile di far ridere e riflettere contemporaneamente su due mondi apparentemente distanti: la polverosa burocrazia dell’accademia italiana e la violenza politica degli anni ’70. In questa conversazione partiamo dalla figura dell’inetto moderno — da Svevo ai trentenni di oggi “avvinghiati all'adolescenza” — per esplorare i tic, le idiosincrasie e le feroci guerre tra bande che popolano le università. Ferrari ci guida attraverso il "dizionario degli insulti accademici", spiegandoci perché sentirsi dire che il proprio lavoro è "interessante" o "affascinante" sia in realtà un attacco micidiale alla propria competenza. Tocchiamo poi temi centrali del dibattito pubblico: la cosiddetta cancel culture e la necessità di scindere l'opera dall'artista, il diritto dell'arte di essere "immorale o cattiva" e il paradosso di un mondo intellettuale che spesso usa l’ironia e l’incompetenza come paravento per non affrontare la realtà…
Host: Daniele Rielli
Guest: Dario Ferrari
Books & works: La ricreazione è finita
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