
The episode features an interview with Silvia Scola discussing the legacy of Ettore Scola and the themes of memory and human observation in cinema.
Nel film La terrazza c’è una frase che sembra attraversare silenziosamente tutta la mostra romana dedicata a Ettore Scola: «Quella sera del 1965 non sapevamo che ci stavamo preparando dei ricordi». È difficile non pensarci entrando nelle sale dove disegni, appunti, fotografie, sedie di legno, materiali preparatori e frammenti di cinema ricompongono non soltanto il percorso di uno dei più grandi registi italiani, ma soprattutto un modo di guardare gli esseri umani e il loro tempo. La mostra evita infatti il rischio più facile quando si racconta un autore così amato: trasformarlo in un monumento immobile. Al contrario, quello che emerge è uno sguardo ancora vivo, capace di parlare del presente attraverso le sue contraddizioni, le sue malinconie, i suoi spazi urbani, i suoi margini sociali e quella capacità di osservare gli individui senza giudicarli mai completamente. I disegni non appaiono come semplici materiali laterali o curiosità d’archivio, ma come parte integrante di un metodo di osservazione del mondo. Così come Roma non è mai soltanto una città di sfondo, ma un organismo che condiziona i personaggi, e il cinema non è soltanto racconto, ma esperienza collettiva, fisica…
Guest: Silvia Scola
Books & works: La terrazza, Ettore Scola
Places: Roma
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