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Miyosmart iQ, una gamma ancora più completa per la gestione della miopia
Jun 26, 2026
2m 22s
Indice 1.74: Dai Optical punta su Greener per rispondere alla domanda del mercato
Jun 26, 2026
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CooperVision rafforza commerciale e risorse umane
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Alta formazione in contattologia: sempre più spazio a casi clinici e dimostrazioni pratiche
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| 6/26/26 | ![]() Miyosmart iQ, una gamma ancora più completa per la gestione della miopia | Dall'8 luglio saranno disponibili per la nuova soluzione oftalmica di Hoya una griglia di poteri ampliata, un trattamento antiriflesso premium e la versione fotocromatica, per rispondere alle principali esigenze dei giovani miopiAccanto agli importanti risultati dello studio clinico a un anno, che indicano in media un'assenza di progressione della miopia, Miyosmart iQ di Hoya (nella foto, un’immagine di campagna) introduce significative novità anche sul piano dell'esperienza visiva e della portabilità quotidiana, grazie a una gamma ancora più completa.In particolare, è stata introdotta una griglia di poteri ampliata, con estensione di possibilità di correzione da -13.00 D fino a +2.00 D, con cilindro fino a +4.00 D, e un nuovo design asferico ottimizzato free form, «che utilizza migliaia di punti di calcolo per costruire la superficie posteriore della lente, migliorando la qualità ottica, riducendo le aberrazioni e contribuendo a ottenere una lente più sottile, piatta e gradevole dal punto di vista estetico», spiega un comunicato di Hoya Vision Care Italia.Inoltre è disponibile Spark, un nuovo trattamento antiriflesso premium «progettato per accompagnare la vita quotidiana dei giovani grazie a una maggiore resistenza ai graffi rispetto alla generazione precedente, mantenendo l’elevata facilità di pulizia, attraverso resistenza ad acqua, polvere e impronte, e offrendo protezione completa dai raggi UV, senza compromettere la trasparenza», prosegue la nota.Infine è possibile optare per la versione fotocromatica Miyosmart iQ Chameleon, che combina la gestione della miopia con il comfort visivo in condizioni di luminosità variabile e una protezione aggiuntiva dai raggi UV.«Le prestazioni di Miyosmart iQ sono state valutate in uno studio clinico randomizzato e controllato condotto su soggetti di età compresa tra 4 e 12 anni: tra i dati più significativi emerge che 9 su 10 hanno mostrato un'assenza di progressione miopica clinicamente rilevante nei primi 12 mesi di utilizzo», conclude il comunicato.A cura della redazione | 2m 22s | ||||||
| 6/26/26 | ![]() Indice 1.74: Dai Optical punta su Greener per rispondere alla domanda del mercato | La lente dell'azienda pugliese, realizzata con materie prime di origine vegetale, sta registrando un crescente interesse da parte dei centri ottici italiani in una fase caratterizzata dall'attuale carenza di questo materialeNelle ultime settimane la disponibilità delle lenti organiche ad alto indice 1.74 è diventata un tema di attualità per la filiera ottica in Italia: la carenza che interessa parte del mercato sarebbe legata alle difficoltà di approvvigionamento del polimero utilizzato per la produzione di questo indice, particolarmente richiesto nelle prescrizioni elevate. In tale scenario Dai Optical evidenzia la disponibilità e le opportunità offerte da Greener 1.74, che l'azienda propone da oltre sette anni, realizzata con materie prime di origine vegetale. «Con Greener 1.74 (nella foto, un'immagine di campagna) offriamo una soluzione che abbina le caratteristiche tipiche dell'alto indice a un approccio orientato alla sostenibilità: consente di ottenere lenti molto sottili e leggere pure nei casi più impegnativi, mantenendo al tempo stesso una ridotta impronta ambientale rispetto ai materiali tradizionali di provenienza fossile - si legge in una nota di Dai Optical - Fa parte della famiglia Greener, disponibile anche negli indici 1.50 e 1.60. L'offerta comprende inoltre una versione polarizzata in indice 1.74 destinata agli utilizzi outdoor, per una migliore gestione dei riflessi e un elevato comfort visivo».Roberto De Gennaro, ceo di Dai Optical, ricorda che Greener 1.74 deriva da oli vegetali anziché da componenti di origine petrolifera, «per cui l'approvvigionamento non è condizionato dalle stesse dinamiche geopolitiche che oggi stanno influenzando altri materiali, pur trattandosi di una materia prima più costosa – spiega De Gennaro a b2eyes TODAY – Questo ha di conseguenza contribuito ad accrescerne l'interesse, tanto che nelle ultime settimane abbiamo registrato un aumento della domanda da parte dei centri ottici italiani, proprio alla luce della carenza di 1.74 che coinvolge il settore. È inoltre un prodotto, l'unico che proponiamo per questo indice, particolarmente indicato nei poteri elevati e nei casi di ipovisione che generalmente trattiamo».Per l'imprenditore pugliese l'attuale fase congiunturale conferma l'importanza dell'innovazione come leva competitiva. «Stiamo investendo molto nello sviluppo di nuove soluzioni, alcune già presentate all'ultimo Mido e altre che arriveranno nei prossimi mesi - conclude De Gennaro - In momenti come questi non si deve puntare sul prezzo, ma occorre continuare a portare innovazione e valore al mercato».Angelo Magri | 2m 55s | ||||||
| 6/26/26 | ![]() CooperVision rafforza commerciale e risorse umane | L’azienda di contattologia annuncia l’ingresso di Marco D’Alessandro come key account manager e di Francesca Magli con il ruolo di HR business partner: andranno a potenziare ambiti strategici e complementari dell’organizzazione quali lo sviluppo del business e la valorizzazione delle personeMarco D’Alessandro (nella foto, a sinistra) entra in CooperVision Italia come key account manager, portando con sé oltre vent’anni di esperienza maturata tra largo consumo e canale farmacia: il suo iter professionale inizia infatti in Nestlé nel 2005, dove ricopre ruoli nelle vendite e nel trade marketing per circa dieci anni. Successivamente passa in Nestlé Health Science, avvicinandosi appunto al farmaceutico attraverso la nutrizione terapeutica e gli integratori. Nel 2019 assume l’incarico di national key account manager per la gestione dei grossisti di tale canale e, nel 2021, prosegue il proprio percorso in Pierre Fabre Dermocosmetica come national key account. «Dopo tanti anni nello stesso settore sentivo il desiderio di rimettermi in gioco e affrontare una nuova sfida professionale - afferma D’Alessandro in un comunicato dell’azienda - Il mondo dell’ottica era per me un ambito nuovo, complesso ma estremamente stimolante: ho trovato un contesto internazionale caratterizzato da una forte collaborazione e da un grande spirito di squadra. Il mio obiettivo è mettere a disposizione l’esperienza raggiunta negli anni, acquisire rapidamente autonomia e contribuire alla costruzione di relazioni solide e durature con i clienti».Nel suo ruolo D’Alessandro lavorerà a stretto contatto con i clienti strategici e con il team sul territorio, dando il proprio apporto allo sviluppo delle attività commerciali e al consolidamento delle relazioni di lungo periodo.Francesca Magli (nella foto, a destra) fa invece il suo ingresso in CooperVision come HR business partner, con la responsabilità di supportare la gestione e lo sviluppo delle risorse umane della sede italiana e di collaborare con diverse country dell’area Emea. Dopo una prima esperienza come accounting & administrative officer, dal 2020 ha proseguito il proprio percorso professionale in contesti internazionali e multiculturali, tra cui Boston Consulting Group, Rituals Cosmetics e Sircle Collection, gruppo attivo nei settori hospitality e retail.«Mi interessano da sempre i temi legati alla salute e alla medicina e ho trovato una realtà che unisce una dimensione internazionale a valori molto concreti», racconta nella nota Magli, che auspica di contribuire alla costruzione di una cultura aziendale sostenibile, inclusiva e capace di evolvere insieme alle persone. Nel nuovo incarico collaborerà con il management locale e internazionale per sostenere lo sviluppo organizzativo, favorire la valorizzazione dei talenti e contribuire appunto al consolidamento della cultura aziendale.«L’ingresso di Francesca e Marco rappresenta molto bene il modo in cui interpretiamo la crescita di CooperVision: investire contemporaneamente nello sviluppo del business e nelle persone che rendono possibile la crescita stessa – commenta nel comunicato Andrea Milletti, country manager CooperVision Italia e South Europe Cluster Lead – Entrambi portano esperienze significative maturate in contesti diversi e contribuiranno ad arricchire la nostra organizzazione con nuove competenze, nuove prospettive e una forte attenzione alle relazioni».A cura della redazione | 3m 30s | ||||||
| 6/25/26 | ![]() Alta formazione in contattologia: sempre più spazio a casi clinici e dimostrazioni pratiche | Avviato lo scorso febbraio, si è concluso di recente l’annuale iter formativo di approfondimento sulle lac, organizzato dal 2016 dal dipartimento di Fisica e Astronomia dell’Università degli Studi di Padova: in un decennio ha coinvolto oltre 200 partecipantiAll'ultima edizione del corso di Alta formazione in contattologia dell’ateneo padovano, la decima dalla sua istituzione, sono stati accolti 15 professionisti provenienti da tutta Italia. «La maggior parte degli studenti erano in possesso di una laurea in Ottica e Optometria, a conferma di uno dei principali obiettivi del nostro iter, ovvero porsi come un prosieguo formativo per chi ha completato tale percorso accademico nei vari atenei italiani - spiega a b2eyes TODAY Mirko Chinellato (nella foto, a sinistra, alcuni dei partecipanti e dei docenti al corso), coordinatore dell’iniziativa - Non è però mancata la partecipazione di professionisti con formazione diversa, come ottici, optometristi e ortottisti, tutti accomunati da una significativa attività clinica nel campo delle lenti a contatto».Ed è proprio alla pratica clinica che il corpo docente si è impegnato a rendere la didattica sempre più orientata, attraverso la presentazione di casi, discussioni guidate e dimostrazioni in aula. «In generale, come ogni anno, abbiamo rilevato un notevole interesse nei confronti dei diversi moduli del corso: l'elevato livello di partecipazione durante le lezioni e gli ottimi risultati ottenuti nella verifica finale hanno confermato l'impegno e la preparazione di tutti gli studenti - prosegue Chinellato - Le attività pratiche dedicate all'ortocheratologia, alla valutazione del film lacrimale, all'applicazione di lenti rigide gas permeabili di grande diametro e alla gestione delle complicanze associate all'utilizzo delle lenti a contatto morbide hanno suscitato particolare coinvolgimento».Nelle sue dieci edizioni, il corso di Alta formazione in contattologia ha saputo da un lato preservare le proprie caratteristiche identificative e dall’altro rinnovarsi: sono stati introdotti diversi aggiornamenti nei contenuti e nell'organizzazione didattica, sulla base dei feedback dei partecipanti e delle valutazioni del comitato organizzatore. Anche il corpo docente ha subìto alcuni cambiamenti nel tempo, pur mantenendo una forte continuità e un'importante presenza di insegnanti dell’Università di Padova, affiancati da professionisti ed esperti provenienti dal mondo clinico e accademico. «Per la prossima edizione prevediamo di confermare l'attuale struttura del percorso, sviluppata negli anni per affrontare in modo approfondito le principali tematiche legate alla contattologia moderna - conclude Chinellato - Continueremo inoltre a valorizzare gli aspetti clinici e applicativi, incrementando ulteriormente lo spazio dedicato alla presentazione di casi concreti e alle dimostrazioni pratiche interattive».A cura della redazione | 2m 55s | ||||||
| 6/25/26 | ![]() Visione Evoluta, dalla cultura alla pratica per oltre 150 professionisti | Il format multidisciplinare di Zeiss ha recentemente coinvolto oculisti, ortottisti e ottici optometristi italiani in tre appuntamenti dedicati a miopia e presbiopia, con un approccio basato su evidenze scientifiche, casi clinici e confronto tra i partecipanti. Dopo la pausa estiva tornerà con nuovi incontri sul territorioIl primo ciclo di Visione Evoluta, che ha sinora fatto tappa a Milano, Roma (nella foto sotto) e Stra (nella foto sopra), in provincia di Venezia, ha coinvolto complessivamente oltre 150 professionisti: il 90% dei partecipanti apparteneva alla classe medica, con una composizione variegata, che andava dagli oculisti ospedalieri a quelli ambulatoriali e prescrittori, fino agli ortottisti e ad alcuni ottici Zeiss Expert. L'iniziativa, lanciata per la prima volta da Zeiss con le sue due divisioni Medical Technology e Vision Care insieme, aveva l'obiettivo di favorire il confronto tra il mondo oftalmologico, quello ottico optometrico e l’industria sui temi della miopia pediatrica e della presbiopia.«Rimane importante fare cultura e informazione presso la classe medica sulle opportunità offerte dal segmento oftalmico - commenta a b2eyes TODAY Carlo Abbate, professional education manager di Zeiss Vision Care Italia - Il bilancio di Visione Evoluta è molto positivo, sia per quanto riguarda il controllo miopico giovanile sia l’adulto presbite: alla base vogliamo sempre avere evidenze cliniche provenienti da studi validi, multicentrici, realizzati presso università o istituti di ricerca riconosciuti a livello internazionale, affiancate da contenuti sulla gestione pratica del paziente-cliente».Uno degli aspetti maggiormente apprezzati è stato l'approccio integrato tra le divisioni Zeiss Medical Technology e Zeiss Vision Care. «Lo specialista ha potuto seguire un percorso unico nella gestione sia dell'adulto sia del bambino - spiega Abbate - Spesso emergevano domande su quale fosse il paziente ideale per una determinata soluzione, che fosse chirurgica, con IOL oppure oftalmica: abbiamo quindi proposto un modello integrato di proposte Zeiss, raccontando così l'azienda in modo diverso. Il gruppo ha infatti 180 anni di storia e dal 1889 appartiene all’omonima Fondazione, che ogni anno prevede il reinvestimento del 15% delle risorse in ricerca e sviluppo: un approccio che si traduce in innovazioni concrete, dalla protezione UV di serie sulle lenti alle soluzioni per il rallentamento della progressione miopica in pronta consegna, con l'obiettivo di essere sempre più vicini alle esigenze della classe medica, degli ottici optometristi e dei portatori». | 4m 04s | ||||||
| 6/25/26 | ![]() Il Forum della Vista è per voi giovani | Le nuove generazioni di ottici oggi si devono confrontare anche con le accelerazioni del mercato e dell'intelligenza artificiale. Ecco perché l’evento in programma a Bari l’8 e 9 novembre pensa soprattutto a loroTutto in un pomeriggio. Quello di domenica 8 novembre a Bari. Quattro assi da mettere sul tavolo del Forum della Vista 2026: Future Retail con Giuseppe Stigliano, AI con MCC, ovvero Marco Camisani Calzolari, Crm e la community dell'acquisto con il sottoscritto e una new entry sul tema social, ovvero come trasformare i follower in clienti, che a breve verrà ufficializzata. Due ore che potrebbero cambiare le opinioni e, forse, anche i destini di tanti giovani professionisti della visione che vogliono uscire dalla routine quotidiana ed entrare nella competizione reale del mercato.Il Forum ha sempre tenuto in considerazione i giovani. Basti pensare alle apprezzate performance dal palco di Andrea Astarita che con il suo “Optometria Giovane” aveva inaugurato il ciclo degli optometristi influencer della Generazione Z, dimostrando che uno della sua età poteva tranquillamente salire su quel palco ricco del Forum e insegnare qualcosa a tutti. Oppure al salotto del 2023 a Napoli con i giovani di Vision Adria, appena reduci dalla loro prima esperienza di podcast. Per non dimenticare l’anno successivo l'intervento di Alice Limoli, guidato da Paolo Nucci, che aveva sorpreso tutti con 20 minuti di spiegazione sull'applicazione dell’intelligenza artificiale nel mondo medico e oftalmologico.In sostanza: i giovani il Forum li ha sempre fatti parlare e li ha resi protagonisti. Oggi, mantenendo questa tradizione, vuole calamitarne altrettanti in plenaria ad ascoltare quattro speech che li possono aiutare a crescere anche sul piano imprenditoriale. Perché il mercato dell'ottica non aspetta. E chi arriva preparato, con gli strumenti giusti per leggere il retail, usare l'AI, costruire comunità di clienti e dominare i social, ha un vantaggio reale su chi invece aspetta che qualcuno glielo spieghi.Domenica 8 novembre, a Bari, quel qualcuno ci sarà. In quattro voci, due ore, un pomeriggio, che possono cambiare il modo in cui guardare il proprio futuro professionale.Nicola Di Lernia | 2m 26s | ||||||
| 6/25/26 | ![]() EssilorLuxottica: i Partnership Program valorizzano le identità di Essilor, Galileo e Nikon | Con le iniziative previste per il 2026 il gruppo punta a sviluppare sinergie fra i suoi tre brand oftalmici, lasciando che esprimano la propria unicità«Lavorare sul portafoglio di Essilor, Galileo e Nikon attraverso i Partnership Program è un asset strategico per EssilorLuxottica, poiché ci permette di costruire proposte su misura delle esigenze dei centri ottici partner, come prodotti e non solo - spiega a b2eyes TODAY Alessandra Barzaghi (nella foto), marketing director lenses EssilorLuxottica wholesale Italia - Sono brand che continueranno a mantenere un’identità e un posizionamento distintivi. E i clienti stessi riflettono l’anima di questi tre brand».Secondo la manager, Essilor è l'emblema dell'innovazione con una visione proiettata nel futuro, Galileo conta sullo stile italiano, valorizzato da un approccio autentico e di prossimità verso gli ottici partner, mentre Nikon esprime l'eccellenza giapponese nella progettazione e nella costruzione delle lenti, oltre a trasmettere un senso di raffinatezza e la forza del brand. La filosofia alla base dei Partnership Program 2026, dopo i riscontri positivi dello scorso anno, è perciò sviluppare sinergie senza rinunciare alle singole specificità. «Si mantiene dunque l’identità all’interno di un approccio sinergico e i Partnership Program rappresentano una sorta di modello comune per tutti e tre i marchi: poi ognuno di essi esprime la propria unicità e le proprie peculiarità con la propria anima», conclude Barzaghi.Angelo Magri | 1m 46s | ||||||
| 6/24/26 | ![]() Meta Glasses: una nuova collezione per rendere più accessibili i wearable | EssilorLuxottica e il gruppo di Menlo Park annunciano il lancio della linea di AI glasses pensata per avvicinare un pubblico sempre più ampio alla categoria degli smart eyewearLa collaborazione tra le due aziende ha dato vita a una categoria completamente nuova, quella degli AI glasses, con un’offerta di prodotti completa «da Ray-Ban Meta a Oakley Meta, che ha segnato l’inizio dell’era dell’Athletic Intelligence, e a Meta Ray-Ban Display, con display integrato nella lente - spiega una nota congiunta di EssilorLuxottica e Meta - Ray-Ban Meta Optics ha poi arricchito ulteriormente la proposta con modelli pensati per chi indossa occhiali da vista. Ora, con la nuova collezione a marchio Meta ed EssilorLuxottica, proposta a partire da 299 dollari, le due aziende puntano a raggiungere nuove categorie di consumatori». Viene così data risposta anche alle esigenze degli utenti interessati a soluzioni tecnologiche economicamente più accessibili.Come dichiara nel comunicato Francesco Milleri (nella foto, a destra), presidente e amministratore delegato di EssilorLuxottica, «siamo molto orgogliosi di essere stati i primi ad aver portato gli smart eyewear sul mercato per offrire ai consumatori, ovunque nel mondo, esperienze sempre più ricche e connesse. Mentre i nostri marchi iconici continuano a sostenere la crescita della categoria, questa nuova collezione segna un ulteriore passo avanti, consentendoci di raggiungere sempre più utenti. Anche chi guarda a tecnologie più accessibili potrà così toccare con mano l’incredibile valore aggiunto dei wearable nella vita di tutti i giorni».«La nostra partnership con EssilorLuxottica nasce dall’obiettivo di integrare le straordinarie possibilità dell’AI in occhiali che le persone desiderano davvero indossare - aggiunge a sua volta nella nota Mark Zuckerberg (nella foto, a sinistra), amministratore delegato di Meta - Sono convinto che diventeranno una delle principali porte d’accesso a una nuova forma di superintelligenza personale»La collezione include tre modelli compatibili con lenti graduate, nelle forme rettangolare, quadrata e ovale, con diverse opzioni di lenti, tra cui trasparenti, da sole e Transitions. Meta Glasses è in vendita sul sito di Meta negli Stati Uniti, in Canada, Regno Unito, Francia, Italia, Germania, Spagna e altri paesi europei, e nelle principali insegne di retail ottico negli Usa, tra cui LensCrafters e Sunglass Hut. Nel corso dell’anno sarà disponibile anche in altri paesi e punti vendita fisici.A cura della redazione | 2m 41s | ||||||
| 6/24/26 | ![]() Sel Optical, le lenti pastello per una “terza via” | All’interno della sua gamma di colorazioni l’azienda oftalmica propone una nuova linea per l'occhiale da aperitivo, da tempo libero o da interni, finalizzata a un acquisto d’impulso e gratificante«Le lenti colorate non sono più una prerogativa esclusiva dell’occhiale da sole tecnico o sportivo – si legge in un comunicato della realtà ferrarese - Negli ultimi anni si è assistito a una vera e propria sfilata di tonalità chiare e sfumate anche negli ambienti indoor e metropolitani: la collezione di tinte pastello sviluppata da Sel Optical (nella foto, un’immagine di campagna) si inserisce in questo trend, offrendo una palette cromatica delicata, sofisticata e versatile».Come riporta la nota, «a differenza dei filtri solari tradizionali a densità elevata, che assorbono l'80-85% della luce, le lenti pastello lavorano su percentuali di assorbimento più contenute, generalmente comprese tra il 15% e il 40%: questo permette di indossare l'occhiale in qualsiasi contesto, in ufficio davanti agli schermi, durante eventi serali, in condizioni di cielo coperto o all'interno di locali».Secondo l’azienda oftalmica, ciascuna sfumatura della gamma offre vantaggi specifici: Rosa e Magenta Pastello migliorano il contrasto in presenza di luci artificiali fredde, riducendo l'affaticamento visivo; Azzurro e Polvere filtrano delicatamente le componenti più calde della luce, offrendo una visione fresca e riposante; Verde Salvia e Menta rilassano i muscoli oculari e sono ideali per chi soffre di leggera ipersensibilità alla luce quotidiana; mentre Giallo e Ambra Soft incrementano la percezione dei dettagli e la profondità in condizioni di scarsa illuminazione o nebbia, rendendoli eccellenti per la guida notturna o serale.Per il professionista della visione, il catalogo Sel Optical rappresenta uno strumento di marketing relazionale e di cross-selling. «Molti portatori possiedono già una montatura correttiva, magari progressiva o con protezione per la luce blu, e una da sole - precisa il comunicato - L'ottico può proporre le lenti pastello come una “terza via”: l'occhiale da aperitivo, da tempo libero o da interni. Grazie alla novità il cliente percepisce questa proposta come un acquisto emozionale d’impulso, altamente gratificante».L'ottico può inoltre utilizzare il campionario delle tinte pastello di Sel Optical, realizzabili su tutti i materiali e applicabili a tutte le soluzioni visive, per consigliare la lente che meglio si adatta al sottotono della pelle, al colore degli occhi e dei capelli del cliente. «Una lente rosa pastello si sposerà con le palette Summer, mentre un verde menta o un ambra soft esalteranno i profili Autumn o Spring, secondo le indicazioni dell’armocromia – conclude la nota - Questo approccio trasforma la vendita tecnica in un'esperienza di consulenza stilistica esclusiva».A cura della redazione | 2m 57s | ||||||
| 6/24/26 | ![]() Forum della Vista: oltre a Stigliano ci sarà Camisani Calzolari | Dopo l'annuncio della conferma di una delle maggiori figure internazionali nel retail marketing, tra i protagonisti dell’evento in programma l'8 e 9 novembre a Bari figura anche il noto divulgatore, uno dei principali esperti italiani di trasformazione digitale e intelligenza artificiale, conosciuto dal grande pubblico per i suoi interventi a Striscia la NotiziaLa presenza di Marco Camisani Calzolari (nella foto, tratta dal sito del professionista) si inserisce nel percorso delineato per il Forum della Vista 2026, l’evento ideato da Fabiano Editore, che ne cura i contenuti insieme a Nicola Di Lernia, suo conduttore sin dal primo appuntamento del 2019 a Firenze: sulla scia delle sette edizioni precedenti, vuole infatti offrire ai partecipanti una riflessione più ampia sui cambiamenti che stanno interessando il settore e il contesto economico e sociale in cui si muove l’intera filiera della visione.In questo quadro si colloca anche il ritorno di Giuseppe Stigliano, già annunciato nelle scorse settimane e protagonista all’edizione dello scorso anno, che porterà un aggiornamento del temi trattati a Bologna, con l’obiettivo di aprire nuove finestre sul grande mondo del retail internazionale. L'arrivo di Camisani Calzolari rafforza ulteriormente il focus sull'innovazione tecnologica. Come si legge sul suo sito ufficiale, il professionista si occupa da anni di cultura digitale, intelligenza artificiale, cybersecurity e trasformazione tecnologica, affiancando aziende, istituzioni e organizzazioni nei processi di innovazione. Oltre all’attività di consulenza ci sono nel suo bagaglio anche quella accademica e quella divulgativa, che lo hanno reso una delle figure più conosciute in Italia sui temi del digitale. La sua notorietà presso il grande pubblico è legata in particolare alla collaborazione con il programma televisivo Striscia la Notizia su Canale 5, per il quale Camisani Calzolari per anni ha curato servizi e rubriche dedicati alla tecnologia, alla sicurezza informatica, alle truffe online e all'uso consapevole degli strumenti digitali.La partecipazione congiunta di Stigliano e Camisani Calzolari conferma quindi l'impostazione del Forum della Vista, che si propone come un momento di confronto non solo sulle problematiche visive e sul ruolo della filiera, ma anche sulle grandi trasformazioni che stanno influenzando il mercato, la comunicazione e il rapporto con i consumatori: è in fase di definizione un dibattito tra questi esperti e l’oftalmologo universitario, nonché affermato divulgatore, Paolo Nucci, sull’intelligenza artificiale e, più in generale, sull’innovazione tecnologica a beneficio della classe medica, dell’area ottico optometrica e del paziente-cliente.Tutto questo è in programma nella prima giornata dell’appuntamento pugliese, domenica 8 novembre. La seconda, lunedì 9 novembre, vedrà invece il coinvolgimento di un esperto tecnico, in grado di fornire ai professionisti presenti le informazioni utili per un corretto e proficuo uso dell’AI nell’attività quotidiana di un centro ottico.A cura della redazione | 3m 05s | ||||||
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| 6/24/26 | ![]() Certificazione, gli ottici chiedono più supporto nella gestione | È uno dei dati emersi dalla survey realizzata da Cert.o tra coloro che vi hanno già aderito, presentata il 22 giugno scorso nel webinar che ha illustrato le novità dell’organismo“Cert.o cambia pelle”, il webinar di lancio del nuovo corso della società che si occupa della qualificazione dei centri ottici italiani, ha registrato oltre 140 iscritti, 85 dei quali collegati per l’intera durata dei lavori. «L’appuntamento ha segnato il passaggio verso un modello di certificazione profondamente rinnovato, focalizzato su tre pilastri strategici: autorevolezza, tranquillità e crescita - si legge in una nota dell’organismo - Moderata da Andrea Cappellini (nella foto, a sinistra, con Ilaria La Mura e Fabio Casalboni), la sessione ha svelato la nuova architettura di Cert.o, pensata per supportare i titolari dei centri ottici nella gestione della complessità quotidiana, tra adempimenti normativi, privacy e digitalizzazione dei processi».Durante l'incontro sono stati presentati in anteprima i dati della survey nazionale condotta sulle realtà certificate Cert.o. «Dall’indagine emerge un quadro chiaro: se da un lato il 94% dei centri vede il titolare o il referente impegnato in prima persona nella gestione documentale, ben il 70% del campione individua nella compliance normativa e burocratica un elemento di estrema complessità - spiega il comunicato - Un dato che conferma l'urgenza, da parte della categoria, di disporre di metodi pratici e strumenti di tutela organizzativa. Grande interesse è stato espresso anche per lo sviluppo dei servizi di alta specializzazione, con il 30% degli ottici che indica il controllo della progressione miopica come una tra le priorità di sviluppo per i prossimi mesi».Il webinar ha inoltre ospitato gli interventi di alcuni dei membri del nuovo Comitato Scientifico, come Alessandro Farini, Giancarlo Montani e Roberto Volpe, che «hanno sottolineato l'importanza di un dialogo strutturato e multidisciplinare tra ricerca, optometria e area medico oculistica per qualificare l'ortottica e la contattologia specialistica – precisa la nota - Il futuro di Cert.o passa infatti da una forte specializzazione: sono state presentate le nuove certificazioni verticali, a partire da lenti progressive e lac, fino alle prossime da protocollare a settembre in ipovisione e controllo miopico, che permetteranno ai centri ottici di misurare, valorizzare e rendere visibile all’esterno la propria specifica competenza di fronte a un consumatore sempre più esigente».L’evento digitale ha quindi tracciato la roadmap operativa. «A partire da luglio i centri ottici potranno prenotarsi online per effettuare una mappatura digitale attraverso un assessment guidato: Cert.o metterà a disposizione una nuova piattaforma documentale e una carta informativa digitale per la gestione semplificata delle scadenze e per l'accesso a percorsi di formazione continua, sia sincrona sia asincrona - conclude il comunicato - Il successo di partecipazione di questo primo appuntamento conferma la centralità di un percorso che non intende essere un mero obbligo formale, ma un vero e proprio metodo di crescita ordinato, riconoscibile e orientato al mercato».A cura della redazione | 3m 17s | ||||||
| 6/23/26 | ![]() Milano Fashion Week: l’eyewear interpreta il ritorno dell’eleganza rilassata | Si sono chiuse il 23 giugno le passerelle milanesi per l'uomo della primavera estate 2027: da modelli sobri a maschere sofisticate, gli occhiali ne sono stati protagonistiUna fashion week maschile con meno sfilate e presentazioni del solito, ma non per questo con meno idee e proposte interessanti. Vari brand hanno esposto con l’uomo anche la donna e comunque sono sempre di più i marchi genderless. Tendenze comuni la ricerca della leggerezza nei materiali, di preferenza naturali come lino e cotone, e la fluidità nei tagli e nelle forme, per un vestire sempre più confortevole e rilassato, ma sartoriale. Palette di colori ampie e differenziate con una certa preferenza per le tonalità più neutre. Grande ritorno delle righe, e del suède per giubbotti, giacche-camicie, sahariane.Curati i dettagli e gli accessori, eyewear compreso, presente nelle sfilate, ma anche nelle presentazioni statiche. Come da Dunhill dove il blazer è l’indiscusso protagonista, soprattutto nelle sfumature del blu, a cominciare dall’azzurro. Gli occhiali sono in acetato e metallici piuttosto classici, in linea con il brand. Classici e squadrati quelli di Eleventy a completare i capi della capsule Indigo Blu con pantaloni, gilè, giacche di lino al 100% con effetto denim. Salotto Retori, monomarca di via Spiga, ha presentato la sua sofisticata collezione insieme ad Akoni Eyewear. Molto ampi in acetato bianco o nero gli occhiali da MTL studio che ha ricreato una situazione da bagni della riviera romagnola anni 70, con “tipi da spiaggia”. Di Gast Eyewear, metallici e in acetato, gli occhiali visti nella sfilata di Garcias, marchio colombiano al suo debutto a Milano, con tutte le possibili versioni della giacca. Dalla giacca-camicia a quella senza collo da abbinare a pantaloni extralarge.Solo da sole ed enormi le montature alla sfilata di Dolce&Gabbana con tutte le sfumature della sicilianità e con moltissime uscite nel segno del nero Sicilia. Superlogate, as usual, da Philipp Plein che fa sfilare un completo in denim impreziosito da ricami. Più piccole, prevalentemente metalliche e anche da vista da Giorgio Armani che, nel cortile di via Borgonuovo, propone anche la collezione Cruise per la donna. Da Prada qualche modello a fascia e altri, a sorpresa, con le lenti di colore diverso. Tra le sorprese anche gli incredibili occhiali di Alchètipo, giovane brand fondato e diretto da Andrea Alchieri. In realtà è un papillon nello stesso tessuto dell’abito che, con due tagli nel mezzo, diventa una maschera (nelle foto, in alto, da sinistra e in senso orario: Eleventy, Garcias, Dolce&Gabbana, MTL studio, Alchètipo e Dunhill).Luisa Espanet | 2m 51s | ||||||
| 6/23/26 | ![]() EssilorLuxottica: nuovi strumenti per i centri ottici nei Partnership Program 2026 | La community coinvolta dall’iniziativa del gruppo, che riunisce i clienti considerati più vicini ai suoi tre brand oftalmici dal punto di vista professionale e relazionale, è passata da 2.900 a oltre 3 mila punti vendita dopo le attività dello scorso anno«Per EssilorLuxottica i Partnership Program dedicati a Essilor, Galileo e Nikon (nella foto) non rappresentano soltanto un'attività frontale, ma sono molto importanti: anno dopo anno rafforzano la vicinanza nei confronti dei nostri clienti, con un approccio trasversale su tutti e tre i marchi - rivela a b2eyes TODAY Alessandra Barzaghi, marketing director lenses EssilorLuxottica wholesale Italia - Siamo soddisfatti dei riscontri del 2025: in base ai criteri stabiliti dal progetto, i clienti coinvolti sono passati da 2.900 a oltre 3 mila punti vendita. Si tratta di un risultato interessante, perché stiamo allargando la community attraverso il concetto di prossimità e di relazione, dando continuità alle iniziative accolte con maggiore interesse. Il 2025 è stato il primo anno, ad esempio, in cui abbiamo aggiunto piani di comunicazione per il centro ottico con campagne volte a valorizzare il ruolo del professionista come punto di riferimento per il benessere visivo: dopo una prima campagna realizzata nella primavera 2025, il programma è stato riproposto nel 2026 mantenendo gli stessi claim e affiancandovi una nuova attività dedicata al sole e alla seconda coppia di lenti, con materiali rinnovati per lo store».Una delle principali novità di quest’anno riguarda il rafforzamento delle iniziative locali: se già nel corso dello scorso anno alcuni clienti avevano potuto beneficiare di campagne territoriali dedicate, ora EssilorLuxottica ha individuato una selezione di partner con cui sviluppare veri e propri piani di marketing e vendita costruiti sulle esigenze del singolo negozio. «In questo modo i Partnership Program diventano un acceleratore di crescita su misura grazie a idee personalizzate, come percorsi di team building formativo o esperienziale, eventi in store rivolti al consumatore finale, in particolare con Transitions, campagne digital geolocalizzate e, in casi ovviamente più rari, il supporto nella creazione di corner dedicati, in occasione di progetti di ristrutturazione del punto vendita - spiega ancora Barzaghi - C’è poi il Varilux Business Lab, dedicato alla gestione della presbiopia in 18 tappe distribuite sul territorio nazionale, partito a metà maggio: un format innovativo, un momento di formazione di alto livello per gli ottici, non tanto sul prodotto quanto per supportare il protocollo di proposta nell’ambito della presbiopia. Finora i commenti qualitativi dei partecipanti hanno superato le aspettative, appaiono molto soddisfatti del taglio diverso dato a questo modello formativo».Infine, un'altra novità riguarda Galileo, che il 14 e 15 giugno ha aperto per la prima volta le porte degli stabilimenti di Sedico e di Agordo a una ventina di centri ottici partner del brand. «L'iniziativa è stata una sorta di esordio per far conoscere più da vicino la realtà produttiva del marchio, per far vivere appieno l'esperienza ai clienti e coglierne il sentiment: abbiamo riscontrato un elevato interesse e coinvolgimento e potrebbe trasformarsi in un percorso strutturato nella seconda parte del 2026 e anche nel 2027», conclude Barzaghi.Angelo Magri | 3m 41s | ||||||
| 6/23/26 | ![]() Presbiopia: l’intermedio può generare un nuovo mercato per l'ottica? | La crescita del business passerebbe da un cambio di paradigma nella gestione di questa problematica visiva: ne è convinto Paolo Gatti, formatore con oltre cinquant'anni di esperienza nel settore, che, alla luce di ulteriori elementi, torna a proporre un modello operativo fondato sulla valorizzazione della distanza intermedia durante l'esame optometrico e sull'analisi dei dati di vendita dei centri ottici | 5m 48s | ||||||
| 6/23/26 | ![]() Bergamo: con “Visto che Sport!” prevenzione visiva e inclusione passano anche dalla scuola | Le due recenti giornate hanno coinvolto centinaia di bambini, famiglie e professionisti del settore: determinante è stata la collaborazione tra classe medica, ottici optometristi, scuole, industria e associazioni. I promotori contano di dare vita a una seconda edizionePromosso da CooperVision l’8 e 9 maggio insieme a una vasta rete di partner locali, il progetto “Visto che sport!” è nato dall’incontro tra il mondo della prevenzione e quello dello sport per persone con disabilità visiva, trasformandosi in un’esperienza concreta di sensibilizzazione e servizio alla comunità.Cuore della prima edizione dell’evento, realizzato in collaborazione con l’Associazione Sportiva Disabili Visivi Omero, è stata la valutazione della funzione visiva in circa 210 bambini e una cinquantina di adulti che ha permesso di individuare, in alcuni casi, la necessità di ulteriori approfondimenti specialistici. I controlli visivi sono stati eseguiti dall'ortottista Chiara Paggini, che lavora presso il Centro Oculistico Bergamasco diretto dall’oftalmologo Fabio Mazzolani, affiancata dagli studenti e dal personale docente del Centro Studi Leonardo da Vinci di Bergamo insieme agli ottici optometristi di Oxo Bergamo (nella foto).«Con grande soddisfazione condividiamo il successo delle giornate - commenta a b2eyes TODAY Giovanni Meli, docente del Centro Studi Leonardo da Vinci - Un plauso speciale agli allievi, i nostri futuri ottici, che hanno dimostrato professionalità, empatia e grande impegno, trasformando le competenze acquisite in un servizio concreto per la comunità. Un sentito ringraziamento all’Associazione Omero e a tutti coloro che hanno contribuito per questa preziosa esperienza di crescita». L’evento ha inoltre proposto attività sportive inclusive come lo showdown e percorsi bendati, permettendo ai partecipanti di sperimentare le difficoltà affrontate quotidianamente dalle persone con disabilità visiva.«“Visto che sport!” ha rappresentato anche un momento di efficace collaborazione tra le diverse professionalità legate al mondo della visione», sottolinea Mazzolani al nostro quotidiano, evidenziando il valore del lavoro condiviso tra oftalmologi, ortottisti e ottici optometristi con l'obiettivo comune e primario di poter fornire alle persone che si sono sottoposte ai controlli la massima attenzione nella precoce individuazione dell'eventuale deficit visivo». Un concetto ribadito anche da Marco Carminati di Oxo Bergamo, che ha rimarcato come la presenza di tutti gli attori della filiera sia fondamentale per costruire una cultura della prevenzione e dell’inclusione. «Grazie all'invito dell'Associazione Omero e dell'Unione Italiana Ciechi, gli ottici optometristi del gruppo Oxo della provincia di Bergamo hanno risposto con entusiasmo e partecipazione, consapevoli che solo con progetti di questo tipo si può costruire quel legame tra medici oculisti, ortottisti, ottici optometristi e industria, rappresentata in tale occasione da CooperVision e Nidek, per l'inclusione attraverso l'attenzione alla “buona vista”», afferma Carminati a b2eyes TODAY.Il successo dell’iniziativa, sostenuta anche dal patrocinio del Comune di Bergamo e da un contributo di Regione Lombardia, apre ora la strada a una possibile nuova edizione, con l’obiettivo di ampliare ulteriormente la partecipazione delle scuole e consolidare un modello virtuoso in cui formazione, prevenzione e inclusione procedono nella stessa direzione.A cura della redazione | 3m 34s | ||||||
| 6/22/26 | ![]() Silhouette torna agli anni 70 e al design di Dora Demmel | La nuova collezione Iconic Shades dell’azienda austriaca cattura l’energia di quell’epoca e la traduce in un linguaggio contemporaneo, in cui convivono carattere e leggerezzaAl cuore di questa collezione c’è un nome che ha plasmato in modo decisivo l’identità di design di Silhouette: Dora Demmel. «Negli anni 70 l’approccio di questa designer alle proporzioni e ai volumi è stato visionario e ha definito le basi di un nuovo linguaggio progettuale nell’eyewear, audace, architettonico ed espressivo, immediatamente riconoscibile – si legge in un comunicato di Silhouette - In suo tributo, la collezione presenta quattro modelli iconici reinterpretati, Dora One, Dora Two, Dora Three e Dora Four, ognuno espressione di una rilettura contemporanea della sua estetica inconfondibile. Geometrie decise, calibrate da una nuova leggerezza e da una misura sofisticata. Un design che rende omaggio all’eredità del passato, proiettandola con determinazione verso il futuro».«Abbiamo cercato di tradurre il dna del design di Silhouette in questa collezione - racconta nella nota Roland Keplinger, design director di Silhouette - Ogni modello traduce il vocabolario audace di Dora in una chiarezza contemporanea, dove carattere e leggerezza convivono in perfetto equilibrio». | 1m 37s | ||||||
| 6/22/26 | ![]() Carrera: Danilo Callegari è il volto dell’eyewear sportivo | L’house brand di Safilo annuncia una partnership con l’atleta estremo, rafforzando ulteriormente il forte legame del marchio con il mondo dello sportConosciuto per la sua resistenza fisica e per le sfide non convenzionali affrontate in ambienti estremi, Danilo Callegari incarna i valori chiave di Carrera Eyewear: determinazione, resilienza e il coraggio di superare continuamente i propri limiti. Attraverso questa nuova collaborazione, «Carrera Eyewear continua a celebrare personalità che vivono secondo le proprie regole, in piena sintonia con la filosofia del brand – spiega una nota del marchio di proprietà di Safilo - Come parte dell’accordo, Callegari rappresenterà il brand per tutto il 2026, indossando e promuovendo una selezione di modelli sportivi e lifestyle durante allenamenti, competizioni e attività outdoor».L’eyewear sportivo Carrera, inclusi occhiali da sole, maschere e caschi, accompagnerà Callegari nelle sue sfide, garantendo performance, funzionalità e uno stile distintivo.«Questa partnership evidenzia l’impegno di Carrera nel rafforzare la propria presenza nel segmento sportivo, valorizzando voci autentiche ed esperienze reali piuttosto che una comunicazione costruita - sottolinea il comunicato - La collaborazione riflette una visione condivisa: affrontare nuove sfide, esplorare nuovi limiti ed esprimere la propria individualità senza compromessi». | 1m 42s | ||||||
| 6/22/26 | ![]() Dalpasso e Fondazione Banca degli Occhi: cento specialisti per l’oftalmoplastica | Il ramo della società con sede a Reggio Emilia, che integra sia l’area protesica sia quella di ottica e optometria, prosegue nell’attività di formazione e informazione con una giornata realizzata insieme all’ente, presso la sua sede al Padiglione Rama dell’Ospedale dell’Angelo di MestreDiffondere la cultura della protesica oculare e promuovere un approccio multidisciplinare alla gestione dei casi complessi: come annunciato dopo l’appuntamento di fine gennaio presso la struttura oftalmologica dell’Ospedale MultiMedica San Giuseppe di Milano, il gruppo, che detiene anche 6 centri ottici tra la stessa Reggio Emilia, Parma, Modena, Bologna e Milano, prosegue con ulteriori eventi in ambito oculistico.Il 12 giugno scorso, presso il Padiglione Rama dell’Ospedale dell’Angelo, a Mestre, sede della Fondazione Banca degli Occhi del Veneto, si è tenuta una giornata di studi e formazione per un centinaio di professionisti della classe medica per fare il punto su argomenti di oftalmoplastica, oftalmologia pediatrica, chirurgia ricostruttiva e tecniche protesiche, con alcuni dei massimi esperti a livello veneto e nazionale, promossa dai responsabili scientifici della Fondazione Diego Ponzin e Antonella Franch.Al centro del convegno il trattamento di lesioni, tumori e malfunzionamento legato all’età delle strutture palpebrali, le patologie connesse con l’innervazione della palpebra e le infiammazioni dei dotti naso-lacrimali e del deflusso lacrimale. «Un’attenzione particolare è stata data all’utilizzo delle protesi nei casi di enucleazione dell’occhio, ausili di grande impatto cosmetico e psicologico, che si rivelano essenziali nell’ambito della cura e della riabilitazione di tanti pazienti chiamati a recuperare uno stato di salute non solo dal punto di vista clinico, ma anche psicologico e relazionale, come ha sottolineato nel suo intervento Enrico Dalpasso della Dalpasso Protesi Oculari», si legge in un comunicato di Fondazione Banca degli Occhi del Veneto.Nella seconda parte dell’evento formativo il focus si è concentrato sui temi dell’oftalmologia pediatrica a partire dalle retinopatie nei bambini nati prematuri, dall’incidenza della miopia in età pediatrica e delle alterazioni oculari nei più piccoli, per finire poi con l’utilizzo della membrana amniotica e la chirurgia vitreo-retinica.Non solo cornea, dunque, in Fondazione Banca degli Occhi. «La nostra realtà è chiamata a misurarsi sempre di più con nuovi ambiti per rispondere alle esigenze di chirurghi oftalmologi, clinici e pazienti, in un ambito che oramai travalica i confini del trapianto», conferma nella nota il presidente Ponzin, recentemente nominato Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana. | 2m 56s | ||||||
| 6/22/26 | ![]() GreenVision: la Convention 2026 rafforza il confronto tra area ottico optometrica e classe medica | Dall’aggiornamento scientifico e interdisciplinare sulle principali problematiche visive all’innovazione tecnologica e di prodotto: in Sardegna si è appena conclusa una settimana di dialogo tra professionisti, mondo accademico e industria promossa dal gruppo di ottici indipendenti, in collaborazione con Fabiano EditoreOltre 900 professionisti della vista e della visione, tra oculisti, ottici optometristi e ortottisti, e alcune delle principali aziende italiane dell’ottica si sono riuniti per la Convention 2026 di GreenVision. «È stata una settimana di aggiornamento e formazione dedicata ai temi che stanno trasformando il settore e alle prospettive di collaborazione tra mondo ottico, classe medica, università e industria - si legge in una nota del gruppo - I soci GreenVision si stanno inoltre confrontando con il settore sull'evoluzione della professione e su come può cambiare il quadro normativo».A caratterizzare l’edizione di quest’anno è stata soprattutto la presenza di alcuni dei più autorevoli esponenti dell’oftalmologia italiana, chiamati a condividere esperienze cliniche, prospettive di ricerca e riflessioni sul futuro della collaborazione tra ottici optometristi e medici specialisti. «Nel corso della Convention i partecipanti hanno seguito gli interventi dei vertici delle principali aziende del comparto, in un confronto dedicato all’evoluzione del mercato e alle prospettive della professione: tra le tematiche emerse, anche la necessità di proseguire il dialogo su un possibile aggiornamento del quadro normativo di riferimento per la figura dell’ottico», precisa il comunicato.Il programma scientifico, realizzato in collaborazione con EyeSee, la testata di oculistica di Fabiano Editore, e coordinato da Nicola Di Lernia e Vittorio Picardo, ha affrontato argomenti come la gestione della miopia, la presbiopia, la contattologia avanzata, la superficie oculare, fino all’ipovisione, alle nuove tecnologie e alle prospettive offerte dall’intelligenza artificiale applicata alla salute visiva. «Ampio spazio è stato dedicato anche all’innovazione di prodotto, da sempre uno dei momenti più attesi della Convention: durante i lavori sono state presentate le novità GreenVision, con particolare attenzione all’evoluzione delle lenti oftalmiche e delle soluzioni filtranti, temi che stanno assumendo un ruolo sempre più centrale nella risposta alle nuove esigenze visive dei consumatori e nell’attività quotidiana dei professionisti del settore - spiega nella nota Gianni De Napoli, vicepresidente del gruppo - Il confronto tra ottici, aziende partner e specialisti ha inoltre offerto l’occasione per approfondire le principali tendenze tecnologiche e le prospettive di sviluppo del mercato».Accanto ai contenuti professionali la Convention ha confermato anche la dimensione di incontro e condivisione per l’intera rete GreenVision. Il programma di spettacolo e intrattenimento ha infatti visto protagonisti artisti del calibro di Fausto Leali, Francesco Renga e Giovanni Vernia, accolti con entusiasmo dai partecipanti. | 3m 14s | ||||||
| 6/21/26 | ![]() Wissa: dal rischio di perdere la vista alla storia del calcio passando per un gol | L’attaccante del Newcastle, che il 17 giugno scorso a Houston ha messo a segno la prima rete assoluta della Repubblica Democratica del Congo in un Mondiale pareggiando con il Portogallo, aveva subìto un intervento agli occhi nel 2021 dopo un attacco con l’acido da parte di una donna che voleva rapirne la figliaA cinquantadue anni esatti dalla prima partecipazione alla Coppa del Mondo, nel 1974 con il nome di Zaire, conclusasi con zero reti in tre partite, la squadra congolese ha realizzato un’impresa epica segnando il suo primo gol nella competizione, per di più contro il Portogallo di Cristiano Ronaldo, indubbiamente tra i favoriti almeno sulla carta ai Mondiali 2026. Autore della storica rete è Yoane Wissa, classe 1996: nato in Francia, ha però deciso di rappresentare la Repubblica Democratica del Congo, paese d'origine dei genitori, debuttando con la nazionale nel 2020.Protagonista di una storia sportiva sui generis, ha esordito nel rugby sino ai 15 anni, per poi dedicarsi al calcio, inizialmente nel ruolo di portiere, facendo una lunga gavetta a partire dalle divisioni minori francesi e gettando le basi per una carriera costruita con grande impegno. Carriera che avrebbe potuto interrompersi tragicamente nel 2021, quando ancora giocava in Francia: in quell’anno ha infatti rischiato di perdere la vista a causa dell’aggressione con l’acido, che gli ha provocato gravi ustioni agli occhi, da parte di una donna che aveva tentato di rapirne la figlia davanti alla porta della sua abitazione. Ma per fortuna il dramma non è stato fatale. Wissa stesso lo ha raccontato. «Ho subito un intervento chirurgico a entrambi gli occhi e il medico mi ha detto che dovrò usare collirio per il resto della mia vita. Ci sono voluti sei mesi prima che recuperassi completamente la vista. Se non fossi stato trattato così rapidamente, le conseguenze sarebbero state molto peggiori», come riporta il Fatto Quotidiano.Dopo una convalescenza in cui ha convissuto con il timore non poter tornare a vedere mai più, Wissa si è quindi ripreso. La donna che ha cercato di rapire la bambina è stata arrestata e condannata a 18 anni di carcere e lui e la famiglia hanno potuto scrivere un capitolo del tutto nuovo della loro vita: si è trasferito infatti in Inghilterra dove è esploso in Premier League con il Brentford, da cui alla fine del 2025 lo ha “strappato” con un contratto multimilionario il Newcastle, club in cui milita tuttora. | 2m 40s | ||||||
| 6/21/26 | ![]() Fgx amplia il portfolio con Wrangler, True Religion e Sharper Image | Le collaborazioni sono state presentate con un recente evento a New York: rafforzano la strategia del gruppo che fa capo a EssilorLuxottica, puntando su moda, innovazione e funzionalità per intercettare nuovi consumatori ed estendere la presenza retailFgx, realtà del gruppo EssilorLuxottica che vanta marchi di proprietà come Foster Grant e licenze come French Connection e Dockers, accelera il percorso di crescita del proprio portfolio annunciando nuove partnership con Wrangler, True Religion, entrambi marchi di abbigliamento casual, e Sharper Image, brand americano di elettronica di consumo, gadget, prodotti wellness e articoli per la casa. «Le collaborazioni, presentate durante l’evento EYEConic ospitato negli uffici newyorkesi di EssilorLuxottica, segnano un ulteriore passo nella strategia dell’azienda volta a diversificare l’offerta eyewear e a raggiungere nuovi target di consumatori attraverso marchi con identità e posizionamenti distintivi», si legge in un comunicato di Fgx. L’iniziativa ha coinvolto dipendenti, rappresentanti dei media, influencer e partner del settore, offrendo un’anteprima delle novità nel portfolio dell’azienda.Le nuove licenze riflettono un approccio trasversale che combina moda, lifestyle, funzionalità e innovazione, rafforzando la presenza del gruppo in differenti segmenti del mercato dell’occhialeria. «Wrangler porta in dote una proposta ispirata ai valori di autenticità, resistenza e versatilità che caratterizzano il marchio, con collezioni pensate per un utilizzo quotidiano - prosegue la nota - True Religion punta invece su un’estetica più audace e contemporanea, facendo leva sui temi dell’individualità e dell’espressione personale. La collaborazione tra Sharper Image e Foster Grant introduce infine una visione orientata alla tecnologia e alla praticità, con prodotti studiati per rispondere alle esigenze funzionali dei consumatori senza rinunciare allo stile». | 2m 16s | ||||||
| 6/21/26 | ![]() Seiko Academy, a settembre debutta la master class | Dopo la tappa di Firenze dello scorso marzo, la prima del 2026, il programma formativo dell’azienda oftalmica si prepara alla nuova fase del proprio percorso, che prenderà il via a Bergamo dopo la pausa estiva, con focus sulla gestione di casi complessi dal punto di vista refrattivo e quindi di astigmatismi elevati, sulla migliore gestione nei casi di anisometropie e su quella del soggetto della terza etàL'iniziativa rappresenta il naturale sviluppo annunciato da Seiko Italia: la trasformazione della sua Academy, giunta al quarto anno e sempre in collaborazione con il team di Studio Visus di Oggiono, in provincia di Lecco, in una formula più avanzata e specialistica. Se l’ultimo incontro presso la Sioo di Firenze, l’8 e 9 marzo scorsi, ha mantenuto l'impostazione tradizionale, al Centro Studi Leonardo Da Vinci di Bergamo verrà infatti inaugurato un modello più tecnico e verticale.«Anche le due giornate di Firenze sono state positive: quanto più andiamo avanti, tanto più la macchina gira a regimi importanti, con feedback positivi dai partecipanti e un certo interesse nel separare sempre più anche fisicamente la parte optometrica da quella commerciale all’interno dei loro centri - commenta a b2eyes TODAY Matteo Malattia, titolare di Studio Visus - Il retail indipendente deve sempre più spostare il business dal prodotto al servizio come leva competitiva. E pure Seiko ha questa logica: oltre a un prodotto di qualità anche professionisti di qualità, i Seiko Vision Specialist, che sono ottici particolarmente formati».Secondo il responsabile del centro polispecialistico di Oggiono, uno degli aspetti più significativi del progetto riguarda la continuità di partecipazione ai corsi. «Sono mediamente una trentina gli ottici presenti a tali incontri, non vogliamo numeri più grandi: la soddisfazione è che abbiamo avuto chi ha seguito tre corsi sullo stesso argomento, perché comunque imparano sempre qualcosa di più e di diverso – sottolinea Malattia - E ora con la master class puntiamo proprio in questa direzione di crescita per quanto riguarda l’aggiornamento professionale».Il nuovo format si inserisce in una strategia più ampia che mira a valorizzare il ruolo consulenziale dell'ottico: un approccio che trova riscontro anche nell'evoluzione dell'offerta aziendale e che, come emerso durante il recente lancio della Seiko World Collection, punta a spostare l'attenzione dalla semplice vendita del prodotto alla costruzione di una proposta personalizzata ad alto valore aggiunto. Per la società oftalmica, infatti, la nuova collezione di lenti rappresenta un cambio di paradigma, orientato a supportare il professionista della visione nella creazione di soluzioni sempre più mirate sulle esigenze del portatore.«La formazione continua è uno degli strumenti fondamentali attraverso cui trasferiamo questa visione al mercato - afferma al nostro quotidiano Elisa Di Tria, education and product manager di Seiko Italia - I risultati delle sessioni organizzate finora sono stati molto positivi: i partecipanti hanno registrato un incremento del valore medio delle vendite e la combinazione tra approfondimento clinico e conoscenza del prodotto si è tradotta in una maggiore capacità di proporre soluzioni premium. Da settembre ci aspettiamo un'ulteriore evoluzione grazie all'introduzione della formula master class e al contributo della Seiko World Collection, che offrirà nuovi strumenti, nuovi prodotti e un approccio ancora più efficace alla consulenza». | 3m 36s | ||||||
| 6/21/26 | ![]() Oxo Campus, quattro appuntamenti nel 2026 | Gli incontri di Genova del 22 marzo e di Bologna del 7 giugno hanno chiuso la prima fase della seconda edizione del progetto formativo che il gruppo propone ai soci Expert e Super Expert: sono stati approfonditi i principali temi affrontati nel 2025. A settembre è in programma la convention rivolta a tutti i centri ottici affiliatiDopo il debutto del format nel giugno dello scorso anno, Optocoop Italia-Oxo ha scelto di sviluppare nel 2026 un iter di approfondimento del ciclo formativo, caratterizzato da uno stile americano: cinque macro argomenti che durante la giornata di lavori tutti i partecipanti, una ventina al massimo, affrontano a rotazione, con relatori appartenenti a diversi settori, anche con esperienze al di fuori dell’ottica, oltre a contributi delle aziende partner e alla presenza di un conduttore. Le prossime tappe saranno in Puglia il 28 settembre e in Sicilia il 22 novembre.«Oxo Campus è rivolto a tutti i soci Expert e Super Expert, quasi 300 centri ottici su un totale di circa 450 aderenti a Optocoop Italia - ricorda a b2eyes TODAY Roberta Polimeni, responsabile commerciale e progetti per il consorzio e ora alla guida anche della comunicazione e del marketing - Lo riproporremo nel 2027, con almeno tre incontri».L'attenzione del network è ora rivolta alla convention Oxo, in programma dal 13 al 16 settembre a San Vincenzo, in provincia di Livorno, che torna dopo due anni, mantenendo la cadenza biennale. «L’evento avrà una forte connotazione formativa, con una plenaria contraddistinta da nomi importanti, tra cui esperti extra settore: verterà soprattutto sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale in vari ambiti, da quello finanziario fino alla strumentazione presente nei centri ottici», dice ancora Polimeni.La formazione si conferma uno degli asset strategici di Optocoop Italia-Oxo. «Dal 2024 a oggi abbiamo rinnovato costantemente le modalità dell’offerta, mantenendo tuttavia la volontà di accompagnare i centri ottici affiliati in un percorso di aggiornamento continuo e affrontando non soltanto aspetti tecnici e professionali, ma anche temi legati alla gestione dell'impresa e all'evoluzione del mercato – conclude Polimeni – Abbiamo inoltre voluto portare la proposta formativa direttamente sul territorio, favorendo il confronto tra industria e imprenditori ottici». | 2m 41s | ||||||
| 6/19/26 | ![]() Castiglione Olona: Giorgetti in visita a Zeiss Vision Care Italia | Nei giorni scorsi la divisione oftalmica del gruppo ha ospitato presso la sua sede il ministro dell’Economia e delle Finanze, da sempre attento alle realtà produttive del Varesotto, dove è nato e nel quale tuttora risiede: un’importante occasione di confronto e dialogo sul ruolo strategico dell’industria, dell’innovazione e della valorizzazione delle competenze presenti sul territorioDurante l’incontro Giancarlo Giorgetti ha avuto l’opportunità di visitare i reparti produttivi, l’area logistica e il dipartimento di Ricerca e Sviluppo di Zeiss, approfondendo da vicino le attività che ogni giorno contribuiscono alla crescita e all’evoluzione dell’azienda. «Particolarmente apprezzato è stato il momento dedicato allo Zeiss Experience Center, dove il ministro ha potuto testare direttamente alcune delle più avanzate tecnologie e soluzioni sviluppate dal gruppo, espressione concreta dell’impegno costante verso l’innovazione e l’eccellenza - sottolinea una nota della società di Castiglione Olona - La visita ha inoltre offerto un momento di confronto con i collaboratori dei diversi reparti aziendali, dando l’opportunità di condividere esperienze, competenze e prospettive sul futuro del settore manifatturiero e tecnologico».Per Zeiss l’incontro ha rappresentato dunque un’importante occasione per raccontare i valori che guidano quotidianamente il proprio operato, ovvero «l’attenzione alla qualità, la continua ricerca dell’innovazione e la volontà di offrire ai clienti prodotti e servizi d’eccellenza - conclude il comunicato - Allo stesso tempo, è stato possibile ribadire il forte legame con il territorio che da molti anni ospita l’azienda e che rappresenta un elemento fondamentale della sua identità e del suo percorso di crescita, confermato anche recentemente dal premio per i 50 anni di associazione ricevuto da Confindustria Varese» (nella foto, da sinistra: Edoardo Rama, Roberto Baldan e Roberto Porrini di Zeiss Vision Care Italia, il ministro Giancarlo Giorgetti, Michele D'Adamo e Davide Terzi di Zeiss Vision Care Italia).A cura della redazione | 2m 00s | ||||||
| 6/19/26 | ![]() La visione non è un assolo | Nel luglio del 1990 José Carreras, Placido Domingo e Luciano Pavarotti si esibirono per la prima volta insieme alle Terme di Caracalla e fu molto più che partecipare a un evento musicale. Alla Convention 2026 di GreenVision, in corso in questi giorni in Sardegna, si assiste a una serie di momenti di complementarità per la filiera della vista e della visioneTre voci straordinarie. Tre identità fortissime. Tre personalità capaci, da sole, di riempire qualsiasi palcoscenico. Eppure nessuno cerca di prevalere: ognuno resta sé stesso, mantiene il proprio timbro, la propria storia, la propria forza. Ma accetta una cosa decisiva: entrare in una partitura comune.Nel mondo della visione accade qualcosa di molto simile a quel concerto di 36 anni fa. Le tre voci sono il medico oculista, l’ottico optometrista e l’industria. Il primo porta diagnosi, prevenzione, cura e responsabilità clinica. Il secondo analisi funzionale, personalizzazione, relazione quotidiana con la persona. La terza ricerca, innovazione, tecnologie e strumenti capaci di trasformare competenze in soluzioni. Tre voci diverse, una sola persona da aiutare.Il rischio, però, è quello degli assoli. Il medico parla di salute, l’ottico optometrista di funzione e correzione, l’industria di prodotto e tecnologia. Tutti possono avere ragione, ma il paziente-cliente può non riconoscere la melodia. Perché l’eccellenza individuale non garantisce automaticamente un’esperienza eccellente.Qui entra in scena il valore del direttore d’orchestra. Non canta al posto dei tenori, non sostituisce le loro competenze, non invade il loro spazio. Fa qualcosa di diverso e fondamentale: dà il tempo, costruisce armonia, indica una direzione, trasforma suoni diversi in musica. Questo può essere il ruolo di un gruppo del retail ottico. Nel nostro caso, di GreenVision: non essere la quarta voce, ma la regia che rende più efficace il dialogo tra le voci. E, quindi, creare occasioni di confronto, definire una partitura comune, facilitare il passaggio delle informazioni, dare ritmo ai progetti, trasformare competenze diverse in un’esperienza coordinata. La contaminazione positiva non cancella i confini, ma ciascuno può migliorare il proprio contributo grazie allo sguardo dell’altro.Alla fine, in un concerto, decide il pubblico. Nel nostro mondo il pubblico è il paziente-cliente: è lui che percepisce se i professionisti comunicano, se le indicazioni sono coerenti, se la tecnologia risponde davvero ai suoi bisogni, se qualcuno lo accompagna lungo il percorso. E non applaude una singola competenza, bensì il risultato che ottiene. Per questo il futuro della visione non sarà un assolo, ma un’interpretazione collettiva. Tre voci, una regia, un solo applauso: quello della persona soddisfatta e felice di vedere, meglio di prima (nella foto, uno dei talk alla Convention GreenVision 2026, condotti da Nicola Di Lernia: da sinistra, Teresio Avitabile, presidente di Siso, Vincenza Bonfiglio, componente del Consiglio Superiore di Sanità, e Scipione Rossi, segretario di Siso).Nicola Di Lernia | 3m 01s | ||||||
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