
Comunicazione relazionale e non verbale
by Sergio Omassi | Formatore e Life Coach
Is this your podcast?Insights from recent episode analysis
Audience Interest
Podcast Focus
Publishing Consistency
Platform Reach
Insights are generated by CastFox AI using publicly available data, episode content, and proprietary models.
Most discussed topics
Brands & references
No brand mentions extracted.
Total monthly reach
Estimated from 1 chart position in 1 market.
By chart position
- 🇮🇹IT · Self-Improvement#6100K to 300K
- Per-Episode Audience
Est. listeners per new episode within ~30 days
30K to 90K🎙 Daily cadence·104 episodes·Last published 5d ago - Monthly Reach
Unique listeners across all episodes (30 days)
100K to 300K🇮🇹100% - Active Followers
Loyal subscribers who consistently listen
30K to 90K
Market Insights
Platform Distribution
Reach across major podcast platforms, updated hourly
Total Followers
—
Total Plays
—
Total Reviews
—
* Data sourced directly from platform APIs and aggregated hourly across all major podcast directories.
On the show
From 10 epsHost
Recent guests
No guests detected in recent episodes.
Recent episodes
La gentilezza della PAURA
Jun 22, 2026
Unknown duration
Il DOLORE che ti parla
Jun 15, 2026
Unknown duration
La VERGOGNA che non si nomina
Jun 8, 2026
12m 08s
Il coraggio di ricevere
Jun 1, 2026
14m 50s
Chi reciti quando litighi?
May 25, 2026
15m 37s
Social Links & Contact
Official channels & resources
Official Website
Login
RSS Feed
Login
| Date | Episode | Topics | Guests | Brands | Places | Keywords | Sponsor | Length | |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 6/22/26 | ![]() La gentilezza della PAURA | Una mattina a Brescia, un cameriere di nome Michele dice una parola sola prima di girarsi: "Volentieri." Una parola comune. Eppure quella mattina aveva il peso di un regalo inaspettato. Perché siamo così disabituati alla gentilezza vera che quando la incontriamo ci sorprende. In questo episodio parto da quella scena per smontare qualcosa che diamo quasi sempre per scontato: che la gentilezza che pratichiamo ogni giorno nasca davvero da un posto buono. Spesso nasce dalla paura. Paura del giudizio, del rifiuto, di deludere. E quella gentilezza - per quanto in superficie assomigli all'altra - ha un costo preciso: risentimento interno, aspettative non dette, relazioni che si reggono su un equilibrio fragile. Ti porto dentro la distinzione tra gentilezza autentica e cortesia strumentale, ti mostro le frasi spia che la smaschera, e chiudo con il filo che attraversa tutto il mio lavoro: il sano egoismo. Perché prendersi cura degli altri in modo vero richiede prima di tutto persone che stiano in piedi sulle proprie gambe. Buon ascolto. | — | ||||||
| 6/15/26 | ![]() Il DOLORE che ti parla | Vorrei smettere di sentirmi così. È una delle frasi che sento più spesso, e nasconde sempre lo stesso presupposto: che l'emozione scomoda sia un guasto da spegnere. In questo episodio ti spiego perché quel presupposto è sbagliato, e ti sta costando più di quanto immagini. Il dolore emotivo è un'informazione. Partiamo dalla biologia dei recettori, attraversiamo il meccanismo dell'evitamento esperienziale e la storia di Anna - che aveva trasformato l'iperattività serale nel suo modo di non sentire - fino alla distinzione tra i tre tipi di dolore: evolutivo, residuo e sofferenza inutile. In chiusura, un esercizio pratico: due domande da fare alle tue emozioni prima di scappare via. Nell'episodio consiglio il libro "La sofferenza inutile" di Franco Nanetti (Ed. Pendragon). OLTRE LE PAROLE è il podcast di Sergio Omassi su come comunichi con te stesso e con gli altri, per relazioni e una vita di qualità migliore.Buon ascolto! | — | ||||||
| 6/8/26 | ![]() La VERGOGNA che non si nomina✨ | vergognacolpa+3 | — | — | — | vergognacolpa+5 | — | 12m 08s | |
| 6/1/26 | ![]() Il coraggio di ricevere✨ | ricevererelazioni+4 | — | — | — | complimentimodestia+4 | — | 14m 50s | |
| 5/25/26 | ![]() Chi reciti quando litighi?✨ | drama trianglecommunication+3 | — | — | — | drama triangleconflict+5 | — | 15m 37s | |
| 5/18/26 | ![]() La fame di essere VISTI✨ | recognitionself-worth+3 | — | — | — | recognitionself-esteem+5 | — | 13m 47s | |
| 5/11/26 | ![]() Leader persona, non personaggio - Empatia dannosa e sicurezza psicologica✨ | leadershipempathy+3 | — | — | — | leadershipempathy+5 | — | 12m 48s | |
| 5/4/26 | ![]() Quello che fai per evitare l’abbandono✨ | abandonmentattachment theory+3 | — | — | — | abandonmentrelationships+3 | — | 11m 36s | |
| 4/27/26 | ![]() Il corpo non mente mai✨ | comunicazione non verbalecorpo+3 | — | — | — | corpolinguaggio+3 | — | 12m 57s | |
| 4/20/26 | ![]() Dominare l'istinto: il ciclo ORGI✨ | impulsesself-awareness+3 | — | — | — | O.R.G.I.emotional intelligence+3 | — | 15m 15s | |
Want analysis for the episodes below?Free for Pro Submit a request, we'll have your selected episodes analyzed within an hour. Free, at no cost to you, for Pro users. | |||||||||
| 4/13/26 | ![]() Il potere di un NO✨ | assertivenessboundaries+3 | — | — | — | saying norelationship quality+3 | — | 12m 08s | |
| 4/6/26 | ![]() Quando il silenzio è una trappola✨ | silence in relationshipsnon-verbal communication+4 | — | — | — | silencenon-verbal communication+5 | — | 16m 32s | |
| 3/30/26 | ![]() Il lusso di stare SOLI | Ti sei mai sentito stretto dentro l'etichetta di introverso o estroverso? Spesso accettiamo queste definizioni come sentenze definitive, chiudendoci in una prigione caratteriale che limita la nostra reale natura.In questo episodio esploriamo il concetto rivoluzionario diOtroversione, teorizzato dallo psichiatra Rami Kaminski. Scopriremo una terra di mezzo dove il confine tra "dentro" e "fuori" svanisce, restituendoci una fluidità che avevamo smarrito tra le pagine di manuali troppo rigidi.Analizzeremo insieme:La ricerca controintuitiva di Jerome Kagan sui neonati: perché l'agitazione davanti agli stimoli forti è il primo mattone dell'introversione come strategia di difesa.L’identikit dell’Otroverso: un profilo che si muove sullalinea di confine, capace di stare in mezzo alla gente senza sforzo e di abitare la solitudine per puro piacere, non per protezione.Un approccio libero verso la vita e la morte: come la percezione di un io fluido trasforma la fine in una variazione di stato del sistema, liberandoci dall'angoscia.Smetti di essere vittima dei tuoi aggettivi e diventa l’architetto delle tue connessioni. È tempo di tornare a essere umani, interi, senza il bisogno infantile di dividerci a metà tra il dentro e il fuori.Libro consigliato nell'episodio:Rami Kaminski, "Né estroversi né introversi" | Ed. Corbaccio | 2025Libro citato nell’episodio:Susan Cain, “QUIET” | Ed. Bompiani | 2012Poesia finale tratta dalla raccolta “Illuminazioni”:"Ho teso corde da campanile a campanile, ghirlande dafinestra a finestra, catene d'oro da stella a stella, e danzo" (Arthur Rimbaud).Buon ascolto e buon cammino. | — | ||||||
| 3/23/26 | ![]() Smettere di essere il proprio CARNEFICE | Cosa succede quando il predatore più pericoloso della tuavita parla con la tua stessa voce? In questo terzo episodio di Oltre le Parole, giriamo latelecamera del "Testimone Muto" di centottanta gradi. Dopo aver esplorato la comunicazione con gli altri, entriamonell'unico territorio da cui non possiamo scappare: quello sotto la nostra pelle. Spesso siamo gentili con il mondo e tiranni spietati con noi stessi.Attraverso la storia di Perseo, un chirurgo di successo prigioniero del fantasma della perfezione, esploreremo: Il Predatore Interno: come la Teoria dei Giochiapplicata alla mente trasforma il dialogo interiore in un "gioco a somma zero" dove finiamo sempre per perdere. L'errore di traduzione: perché dare dell'incapace a se stessi è un corto circuito biologico che attiva l'amigdalacome se fossimo inseguiti da una fiera nella savana. La rassegnazione intelligente: come distingueretra “feedback di sistema” e “giudizio di valore” per recuperare sovranità sulla propria vita. Negoziazione etica col Sé: imparare ad ascoltareil feedback biologico - quel peso al petto o quella nausea - non come colpe, ma come dati preziosi per agire sulla realtà. Non puoi essere una fonte di luce per gli altri se dentro dite regna una guerra civile. È il momento di smettere di essere l'accusa e il giudice del tuo tribunale interiore per iniziare a essere il paesaggista. Buon ascolto. | — | ||||||
| 3/16/26 | ![]() Vincere o ESSERE FELICI? | Vincere una discussione o salvare la relazione? In questo nuovo episodio della playlist Oltre le Paroleaffrontiamo una delle trappole più comuni e distruttive del nostro quotidiano: la dinamica del gioco a somma zero. Si tratta di quel paradosso matematico, applicato purtroppoanche agli affetti, secondo cui perché io possa vincere e avere ragione, tu devi necessariamente perdere e avere torto. Partiremo dalla fredda logica della Teoria dei Giochi percapire come il nostro Ego ci spinga a vedere un nemico anche in chi amiamo, trasformando il salotto di casa in un campo di battaglia. Attraverso la lente della cibernetica e gli insegnamentiantropologici della "Vera Gente", scopriremo invece come passare ai giochi a somma variabile, dove la cooperazione non è un atto di debolezza ma l'unica via per far vincere il sistema-relazione. Non troverai le solite ricette pronte dei "guru" del benessere, ma un'osservazione di realtà cruda e diretta. Ti accompagnerò a scoprire come l'ascolto empatico e l'osservazione del non verbale non siano tecniche di potere, ma strumenti di devozione per disinnescare i conflitti prima che diventino macerie. Siamo tutti in viaggio e possiamo trasformare l’abitacolo inuno spazio protetto di riflessione: possiamo decidere, mentre la strada scorre, se preferiamo avere ragione o essere finalmente felici insieme a chi ti sta vicino.Buon ascolto. | — | ||||||
| 3/9/26 | ![]() Come farti ascoltare senza attaccare | Quante volte hai provato a risolvere un problema con ilpartner, un figlio o un collega, finendo solo per alzare un muro di difesa? Il motivo per cui non veniamo ascoltati è quasi sempre lostesso: iniziamo la conversazione lanciando una sentenza invece di descrivere la realtà. In questo episodio esploriamo come smettere di usare leparole come armi e iniziare a usarle come strumenti di costruzione attraverso il metodo della Relazione Eroica. Imparerai a distinguere tra il giudizio morale e il fatto oggettivo grazie alla tecnica del Testimone Muto, un esercizio di disciplina mentale che permette di isolare i comportamenti dai pregiudizi. Attraverso il caso reale di Marta, vedremo come spostare ilfocus dal Tu Sei (l'etichetta che imprigiona l'altro) all'impatto emotivo che i fatti hanno su di noi. Questo passaggio è fondamentale per mostrare la propria vulnerabilità senza cadere nel vittimismo, fornendo all'altro una mappa per comprenderci invece di un motivo per attaccarci. Analizzeremo inoltre il concetto di Negoziazione Etica: perché chiedere un cambiamento non deve essere un ordine morale, ma una proposta di scambio basata sul valore e sulla responsabilità individuale.Scoprirai come definire il tuo perimetro di tolleranza e come chiudere ogni confronto con micro-accordi concreti e verificabili, gli unici in grado di ricostruire la fiducia un passo alla volta. Se vuoi trasformare i tuoi legami e smettere di esserevittima dei tuoi stessi aggettivi, questo episodio ti fornirà gli strumenti pratici per diventare l'architetto della tua realtà relazionale. Punti chiave trattati nell'episodio: Perché le etichette (Tu Sei) distruggono il dialogo eattivano la difesa. La tecnica del Testimone Muto per isolare i fatti oggettivi.Come comunicare il proprio impatto emotivo in modoassertivo. La differenza tra il lavoro del Coach (il come) e delloPsicoterapeuta (il perché). Negoziazione Etica e baratto di valore nelle relazioniadulte. Creare confini chiari e micro-accordi verificabili entro 48ore.Buon ascolto! | — | ||||||
| 2/16/26 | ![]() MANUALE PER RELAZIONI FONDAMENTALI - Capitolo 18: L’umiltà... dulcis in fundo | Questo episodio è diverso dagli altri, e lo sentirai subito. Siamo arrivati al capitolo diciotto, l’ultimo, quello che chiude il cerchio e che, come spesso accade, non parla di una tecnica in più da imparare, ma di una postura interiore da recuperare. L’umiltà, appunto, dulcis in fundo. Un tema scomodo, frainteso, spesso associato alla sottomissione, alla rinuncia, alla debolezza, quando invece ha molto più a che fare con l’intelligenza relazionale, con l’ascolto autentico e con il rispetto profondo dei limiti, propri e altrui. In questo capitolo ti accompagno a guardare l’umiltà da un’angolazione diversa, lontana dall’idea di farsi piccoli e molto più vicina alla capacità di stare nella relazione senza invaderla, senza colonizzarla, senza dare per scontato di sapere già tutto. È un finale che non chiude, ma apre. Un invito a rallentare, a fare un passo indietro quando serve, e a riscoprire quella curiosità dell’altro che rende le relazioni più sane, più vere, più vivibili. Buon ascolto, e buon ultimo tratto di cammino insieme. | — | ||||||
| 2/9/26 | ![]() MANUALE PER RELAZIONI FONDAMENTALI - Capitolo 17: L’ascolto e le sue sfumature | In questo capitolo entriamo in un territorio che diamo tuttiper scontato, ma che scontato non è affatto. L’ascolto. Una parola semplice, quotidiana, apparentemente innocua, che però nasconde una quantità impressionante di fraintendimenti, automatismi e vere e proprie distorsionirelazionali. Partendo da una riflessione che affonda le radici moltolontano, fino ad arrivare alle dinamiche più comuni della vita di oggi, provo a mostrarti come ascoltare non sia una tecnica da imparare a memoria, ma una postura interiore, una scelta di presenza e, prima ancora, una forma di rispetto. In questo capitolo distinguiamo diverse qualità di ascolto,da quello più povero e anestetizzato a quello capace di creare connessione, risonanza emotiva e trasformazione reciproca. Se hai mai avuto la sensazione di parlare senza essere davvero ascoltato, o se ti sei sorpreso ad ascoltarequalcuno solo a metà, questo capitolo è anche per te. Perché il modo in cui ascoltiamo dice molto più di noi di quanto immaginiamo.Buon ascolto! | — | ||||||
| 2/2/26 | ![]() MANUALE PER RELAZIONI FONDAMENTALI - Capitolo 16: Espressioni e parole da evitare | In questo capitolo entriamo in un territorio apparentementeinnocuo, fatto di parole comuni, di espressioni che usiamo ogni giorno senza pensarci troppo e che proprio per questo diventano pericolose. Perché il problema non è ciò che diciamo quando scegliamo con cura le parole, ma ciò chediciamo in automatico, quando abbassiamo la soglia di attenzione e lasciamo che sia l’abitudine a parlare per noi. Il capitolo 16 è un invito a rallentare, ad ascoltarci mentre parliamo e a renderci conto di quanto alcune formule linguistiche, che consideriamo normali o addirittura educate, lavorino in realtà contro di noi e contro la relazione. Parole che sabotano l’intenzione, che confondono ilmessaggio, che accendono resistenze emotive invece di creare connessione. Se ti è mai capitato di dire una cosa con le miglioriintenzioni e ottenere l’effetto opposto, questo capitolo parla anche di te. E forse, ascoltandolo, inizierai a notare quante volte una singola parola può fare la differenza tra avvicinare e allontanare, tra chiarire e complicare, tra prendersi responsabilità e scaricarla altrove. E come sempre, più che capire, prova a osservarti mentrecomunichi. È lì che succede il vero cambiamento. Buon ascolto. | — | ||||||
| 1/26/26 | ![]() MANUALE PER RELAZIONI FONDAMENTALI - Capitolo 15: Cosa diciamo con gli occhi? | In questo capitolo entriamo in uno di quei territori chetutti attraversiamo ogni giorno, ma quasi sempre senza rendercene conto. Lo sguardo. Gli occhi. Quel canale silenzioso e potentissimo attraverso cui comunichiamo desiderio, sfida, presenza, distanza, rispetto, dominio, connessione. Siamo convinti di parlare soprattutto con le parole, e invece spesso è uno sguardo a dire tutto prima ancora che la bocca si apra. Uno sguardo che si dilata, che si restringe, che si abbassa o che regge. Uno sguardo che accoglie o che esclude. Uno sguardo che registra l’altro o che lo ignora, e che per questo può creare armonia oppure attrito, intimità oppure guerra fredda. In questo, che è uno degli ultimi capitoli del libro, ti accompagno dentro i codici oculari più profondi e meno consapevoli: quelli che parlano di attrazione e di conflitto, di coppia e di territorio, di educazione sociale e di potere relazionale. Perché capire cosa diciamo con gli occhi significa diventare molto più responsabili di ciò che comunichiamo, anche quando pensiamo di non stare comunicando affatto.Buon ascolto! | — | ||||||
| 1/19/26 | ![]() MANUALE PER RELAZIONI FONDAMENTALI - Capitolo 14: Anatomia del sorriso | In questo capitolo ti porto dentro uno di quei temi chesembrano semplici, quasi banali, e invece nascondono una complessità sorprendente. Il sorriso è uno di quei segnali che tutti usiamo, spessosenza pensarci, convinti che sia sempre e comunque una buona idea. Ma non è così scontato. Parleremo di cosa distingue un sorriso autentico da uno dicircostanza, di perché certi sorrisi creano connessione e altri generano diffidenza, e di come il sorriso, se mal dosato, possa perdere valore invece di crearne. Entreremo anche in una piccola parentesi anatomica, perché capire cosa succede nel corpo aiuta a non cadere nelle scorciatoie motivazionali e nelle ricette facili. È un capitolo che mette in discussione l’idea del sorrisocome strumento da usare per piacere, vendere o ottenere consenso, e lo riporta al suo posto naturale: quello di segnale relazionale, potente solo quando è vero, sentito e rispettoso dell’altro. Se hai mai avuto la sensazione che certi sorrisi ti mettanoa disagio, o che il tuo venga frainteso, qui troverai qualche chiave di lettura utile. Buon ascolto. | — | ||||||
| 1/5/26 | ![]() MANUALE PER RELAZIONI FONDAMENTALI - Capitolo 13: Essere assertivi, per essere… adulti | Questo capitolo è uno di quelli che, se mi segui da un po’,sai quanto mi stia a cuore. Perché parlare di assertività non significa imparare qualche tecnica comunicativa da usare all’occorrenza, ma fare un vero e proprio salto di maturità emotiva. Essere assertivi, infatti, ha molto più a che vedere con l’essere adulti che con il saper parlare bene. Qui ti accompagno dentro un tema tanto citato quanto poco compreso, partendo da Dale Carnegie e arrivando alle nostre difficoltà quotidiane nel dire no, nel porre confini, nel non disturbare, nel non sembrare scortesi. Vedremo insieme perché l’assertività non è né passività né aggressività, ma una posizione centrale, scomoda, faticosa e proprio per questo profondamente sana. Se nelle tue relazioni ti capita di ingoiare rospi, oppure di esplodere quando sei già saturo, questo capitolo potrebbe darti qualche chiave di lettura preziosa. Non per diventare perfetto, ma per diventare un po’ più adulto, un po’ più coerente, un po’ più rispettoso di te e degli altri.Buon ascolto! | — | ||||||
| 12/29/25 | ![]() MANUALE PER RELAZIONI FONDAMENTALI - Capitolo 12: Come gestire le lune storte dell’altro | In questo capitolo entriamo in un territorio che tutticonosciamo fin troppo bene, quello delle lune storte altrui e delle conseguenze che rischiano di avere anche sul nostro equilibrio emotivo. Perché basta incrociare la persona sbagliata nel giorno sbagliato e, senza nemmeno accorgercene, ci ritroviamo risucchiati in dinamiche di difesa, giustificazione e logoramento psicologico. Dinamiche che non nascono da un errore reale, ma da accusevaghe, generalizzanti, spesso pronunciate più per scaricare un malumore che percercare una soluzione. In questo dodicesimo capitolo ti accompagno a riconoscerequeste trappole comunicative, a capire perché difendersi è quasi sempre la mossa peggiore e a scoprire come una semplice domanda, posta nel modo giusto, possa ribaltare completamente il gioco. Parleremo di lavoro, di relazioni, di capi, partner e figure che, nelle loro giornate storte, rischiano di trasformarsi in accusatori seriali. E soprattutto parleremo di come restare centrati, lucidi e padroni del ring, anche quando l’altro prova a trascinarti alle corde.Buon ascolto! | — | ||||||
| 12/22/25 | ![]() MANUALE PER RELAZIONI FONDAMENTALI - Capitolo 11: La coppia, i giochi vittima/carnefice e la chimica | In questo capitolo entriamo in uno dei territori più delicati e scivolosi della vita emotiva: la coppia. Non la coppia idealizzata, raccontata nei film o difesa a colpi di buone intenzioni, ma quella reale, quotidiana, fatta di aspettative, silenzi, ruoli che si cristallizzano e chimiche che cambiano senza chiedere permesso. Parleremo dei giochi vittima e carnefice, di come spesso ci rifugiamo in una posizione apparentemente morale ma emotivamente sterile, e di quanto questa dinamica abbia poco a che vedere con l’amore e molto con l’identità. Vedremo perché aspettarsi che l’altro cambi, capisca da solo o torni com’era è una delle strategie più efficaci per sabotare una relazione. Ti accompagnerò anche dentro le fasi chimiche della coppia, perché sì, per quanto possa essere poco poetico dirlo, dietro ogni grande coinvolgimento emotivo c’è un cocktail di sostanze che governa desiderio, attaccamento e disillusione. Capirle non toglie magia all’amore, ma restituisce lucidità. Questo capitolo è un invito a smettere di guardare la relazione come spettatori indignati e a iniziare a viverla da protagonisti responsabili, capaci di confini, di comunicazione adulta e di rispetto per sé e per il NOI. Se sei pronto a farti qualche domanda scomoda, sei nel posto giusto.Buon ascolto. | — | ||||||
| 12/15/25 | ![]() MANUALE PER RELAZIONI FONDAMENTALI - Capitolo 10: E la seduzione? | Quando arrivo alla parola seduzione, mi accorgo ogni volta di quanto questo tema venga maneggiato come fosse roba da romanzo rosa o da manuale di conquista da quattro soldi. In realtà, la seduzione è molto più antica, più sottile, più biologica di quanto vogliamo ammettere. È una forza che ci accompagna da sempre e che lavora nelle pieghe più intime della comunicazione umana, spesso molto prima che una parola venga pronunciata. In questo capitolo provo a prendere per mano chi ascolta e portarlo dietro le quinte di quel gioco silenzioso fatto di sguardi che durano un attimo di più, piccoli movimenti del corpo, distanze che si accorciano un passo alla volta, sorrisi che parlano una lingua tutta loro. Perché, al di là dei cliché che ci hanno raccontato, la seduzione è soprattutto un dialogo non verbale. Una danza, dove ogni gesto ha un senso e ogni variazione minima può aprire o chiudere una porta. E così scopriremo insieme che la regia, nella maggior parte dei casi, appartiene alla donna, che l’uomo spesso naviga a vista sperando di interpretare correttamente i segnali, e che gran parte degli errori nasce proprio dal non saper leggere questo linguaggio antico come la specie. È un viaggio leggero e ironico, certo, ma anche profondamente umano. Perché capire la seduzione significa capire una parte essenziale delle nostre relazioni. E, in fin dei conti, capire un po’ di più anche noi stessi.Buon ascolto! | — | ||||||
Showing 25 of 118
Pitch Fit is a Pro feature
See how bookable this show is for guests, which brands already advertise, the per-episode ad value, and the best-fit guest and sponsor profile. The numbers are blurred on the free plan.
How readily this show books outside guests like you.
How proven this show is for host-read sponsorships.
For Guests
ProFor Advertisers
ProUpgrade to Pro to unlock guest cadence, sponsor categories, fit scores, and per-episode ad value for this show.
Chart Positions
2 placements across 1 market.
Chart Positions
2 placements across 1 market.

























