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OMELIA DELLA XII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)
Jun 21, 2026
13m 33s
OMELIA XI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)
Jun 14, 2026
9m 41s
OMELIA SANTISSIMA TRINITA' (ANNO A)
May 31, 2026
8m 21s
OMELIA DOMENICA DI PENTECOSTE - MESSA DEL GIORNO (ANNO A)
May 24, 2026
12m 54s
OMELIA DELLA VI DOMENICA DI PASQUA (ANNO A)
May 10, 2026
11m 17s
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| Date | Episode | Topics | Guests | Brands | Places | Keywords | Sponsor | Length | |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 6/21/26 | ![]() OMELIA DELLA XII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A) | Gesù ripete per tre volte: "Non abbiate paura".Ma forse il problema non è che abbiamo paura.Il problema è che temiamo la cosa sbagliata.Temiamo il giudizio degli uomini e dimentichiamo la nostra anima.Temiamo di perdere la faccia e dimentichiamo chi siamo.Temiamo di non essere accettati e dimentichiamo di essere figli.In questo episodio il Vangelo smaschera la grande menzogna che governa molte delle nostre scelte e ci conduce verso l'unico timore capace di renderci veramente liberi. | 13m 33s | ||||||
| 6/14/26 | ![]() OMELIA XI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A) | Ci sono folle ovunque: nelle stazioni, nelle famiglie, negli uffici, nelle nostre case. Persone stanche, disorientate, invisibili. Davanti a loro Gesù non prova una semplice emozione: si lascia ferire dalla loro sofferenza. E poi compie un gesto inatteso. Non si limita ad agire. Chiama. Invia. Affida ad altri il proprio cuore.Forse il problema del nostro tempo non è la mancanza di fede.Forse è l'eccesso di spettatori. | 9m 41s | ||||||
| 5/31/26 | ![]() OMELIA SANTISSIMA TRINITA' (ANNO A) | Vale ancora la pena?È una domanda che non facciamo quasi mai ad alta voce.Vale ancora la pena fidarsi dopo una delusione?Vale ancora la pena amare quando una relazione continua a ferirci?Vale ancora la pena investire il cuore dove non vediamo risultati?Forse è proprio questa la domanda che abita Nicodemo quando, nel cuore della notte, va da Gesù.E Gesù non gli offre una risposta facile.Gli apre il cuore di Dio.«Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito».Una frase che rischiamo di conoscere troppo bene.Perché nel Vangelo di Giovanni il "mondo" non è la natura, non sono i tramonti, non sono le cose belle.Il mondo è ciò che si oppone a Dio.È l'umanità che fugge.Che resiste.Che si allontana.Che alla fine metterà il Figlio sulla croce.Ed è proprio quel mondo che Dio ama.Non quando cambia.Non quando migliora.Non quando diventa degno.Lo ama adesso.Lo ama così.La Solennità della Santissima Trinità non ci consegna una formula da capire.Ci consegna una relazione dentro cui entrare.Il Padre ama.Il Figlio si dona.Lo Spirito raggiunge ogni distanza.Tutto in Dio va verso l'altro.Tutto in Dio è comunione.Forse per questo soffriamo tanto quando proviamo a salvarci da soli.Perché siamo stati creati a immagine di un Dio che non è solitudine.Ma amore condiviso.E allora la domanda diventa personale.Qual è il luogo della tua vita in cui stai ancora cercando di fare tutto da solo?Quale ferita?Quale paura?Quale preoccupazione?Quale fallimento?Perché forse la fede non comincia quando trovi Dio.Forse la fede comincia quando ti accorgi che Dio non ha mai smesso di cercare te. | 8m 21s | ||||||
| 5/24/26 | ![]() OMELIA DOMENICA DI PENTECOSTE - MESSA DEL GIORNO (ANNO A) | La Pasqua non comincia con una Chiesa trionfante.Comincia con uomini chiusi, impauriti, in frantumi.Il Vangelo non ci porta in un tempio, ma dentro una stanza sprangata.E quella stanza siamo noi: il luogo dove nascondiamo fallimenti, ferite, colpe, stanchezze, tutto ciò che non vogliamo più far vedere.Il Risorto non aspetta che apriamo.Entra proprio dove abbiamo chiuso.E la sua prima parola non è accusa.È pace.Non una pace come tranquillità, ma come nuova creazione: il male non ha più il diritto di dare il nome alla nostra vita.Cristo mostra le ferite. Non le cancella. Le trasfigura.Perché la Risurrezione non produce uomini intatti, ma uomini redenti: persone le cui ferite non comandano più.Questo episodio entra nel cuore del Vangelo di Giovanni: le porte chiuse, il corpo ferito del Risorto, il soffio dello Spirito, il perdono come ossigeno dei risorti.La domanda non è se Dio possa entrare.La domanda è perché continuiamo a vivere come se dovessimo ancora nasconderci. | 12m 54s | ||||||
| 5/10/26 | ![]() OMELIA DELLA VI DOMENICA DI PASQUA (ANNO A) | Ci sono giorni in cui la fede non consola.E perfino parlare di speranza sembra troppo pesante per la voce.Il Vangelo di Vangelo di Giovanni entra esattamente lì: nel punto in cui l’uomo smette di sentirsi forte.Non dentro una vita ordinata.Dentro una fragilità che trema.Gesù sta parlando ai discepoli nell’ultima sera, alla vigilia della Passione.Stanno per perdere il modo stesso in cui avevano imparato a credere.E proprio lì pronuncia una frase che non promette soluzioni, ma presenza:“Non vi lascerò orfani.”Questo episodio attraversa il testo giovanneo in profondità:– l’orfanezza come esperienza spirituale dell’uomo fragile– il Paraclito come difensore interiore contro la voce dell’accusa– lo Spirito non come forza astratta, ma Presenza che abita– il rapporto tra amore e comandamenti: non ricatto morale, ma trasformazione generata dall’essere amatiIl cuore del Vangelo non è diventare impeccabili.È smettere di salvarsi da soli.Perché il peccato, molte volte, nasce dalla paura di non essere custoditi.E allora ci irrigidiamo, ci difendiamo, diventiamo duri per sopravvivere.Ma Cristo non entra per accusare.Entra per restare.E forse la fede, oggi, non è avere tutto chiaro.Forse è solo deporre le difese abbastanza a lungo…da lasciare che lo Spirito parli dentro la nostra ferita. | 11m 17s | ||||||
| 5/3/26 | ![]() OMELIA DELLA V DOMENICA DI PASQUA (ANNO A) | “Non sia turbato il vostro cuore.”Questa parola, nel Vangelo di Giovanni, non nasce in un momento sereno.Nasce nella notte dell’Ultima Cena: tradimento annunciato, rinnegamento imminente, relazioni che stanno per spezzarsi.Non è una frase consolatoria.È una parola che entra nel cuore turbato senza negare nulla.Dentro questo contesto, emerge la domanda di Filippo:“Mostraci il Padre e ci basta.”È la richiesta di una fede evidente, garantita, senza rischio.Ed è esattamente qui che il testo si fa tagliente:“Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto?”Il problema esegetico è chiaro:non è l’assenza di Dio, ma il mancato riconoscimento.Questo episodio entra nella struttura teologica del testo giovanneo:– il “cuore turbato” come luogo rivelativo, non da evitare– la rivelazione del Padre nel Figlio (“chi ha visto me…”)– il passaggio dalla richiesta di prove alla chiamata alla relazione– il legame inseparabile tra incarnazione, croce e risurrezioneDio non si mostra secondo le nostre attese.Si consegna nella carne di Cristo.E questo cambia tutto:non si tratta più di cercare segni straordinari,ma di riconoscere una Presenza già data, già vissuta, già incontrata.Il rischio non è non credere.Il rischio è cercare Dio altrove rispetto al luogo in cui si è già mostrato.E allora la domanda non è: “Dio dov’è?”Ma: dov’era… mentre io non lo vedevo? | 11m 17s | ||||||
| 4/18/26 | ![]() OMELIA III DOMENICA DI PASQUA (ANNO A)✨ | faithspiritual journey+2 | — | ANNO A | — | EmmausGospel of Luke+2 | — | 7m 16s | |
| 4/12/26 | ![]() OMELIA II DOMENICA DI PASQUA (ANNO A)✨ | PasquaVangelo di Giovanni+3 | — | — | — | paurafallimento+3 | — | 11m 23s | |
| 4/6/26 | ![]() OMELIA DELLA DOMENICA DI PASQUA - RISURREZIONE DEL SIGNORE (ANNO A)✨ | PasquaRisurrezione+3 | — | — | Giovanni | Maria di MagdalaPietro+3 | — | 8m 52s | |
| 3/29/26 | ![]() OMELIA DELLA DOMENICA DELLE PALME (ANNO A)✨ | Domenica delle PalmePassione secondo Matteo+3 | — | — | — | gridofolla+5 | — | 13m 22s | |
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| 3/22/26 | ![]() OMELIA DELLA V DOMENICA DI QUARESIMA (ANNO A)✨ | Vangelo di Lazzaromorte+3 | — | OMELIA DELLA V DOMENICA DI QUARESIMA | — | quaresimaspiritualità+3 | — | 8m 45s | |
| 3/15/26 | ![]() OMELIA DELLA IV DOMENICA DI QUARESIMA - LAETARE (ANNO A)✨ | miracleblindness+2 | — | OMELIA DELLA IV | — | LaetareQuaresima+2 | — | 8m 43s | |
| 3/8/26 | ![]() OMELIA DELLA III DOMENICA DI QUARESIMA (ANNO A)✨ | solitudespirituality+3 | — | — | — | thirstGospel of the Samaritan woman+2 | — | 8m 08s | |
| 2/28/26 | ![]() OMELIA DELLA II DOMENICA DI QUARESIMA (ANNO A)✨ | Trasfigurazionecrisi+5 | — | ANNO A | — | spiritualitàcrisi personale+1 | — | 7m 55s | |
| 2/21/26 | ![]() OMELIA I DOMENICA DI QUARESIMA (ANNO A)✨ | Quaresimaadorazione+2 | — | — | — | Diotentazioni+3 | — | 10m 17s | |
| 2/14/26 | ![]() OMELIA DELLA VI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)✨ | Vangelogiustizia+3 | — | OMELIA DELLA VI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIOLegge | — | omicidiotradimento+3 | — | 8m 26s | |
| 2/7/26 | ![]() OMELIA DELLA V DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A) | Il Vangelo di oggi non offre immagini poetiche.Offre una presa di posizione.Gesù non dice: provate a essere.Dice: voi siete.Sale.Luce.Questo significa una cosa sola: la fede non è neutrale.E nemmeno le relazioni.Ogni relazione o dà sapore o lo toglie.O illumina o confonde.Non esistono legami innocui, affetti senza conseguenze, amori che non incidono.Il sale non serve a decorare.Serve a trasformare ciò che tocca.La luce non serve a piacere.Serve a far vedere la realtà per quella che è.In questa meditazione, il Vangelo viene portato nel luogo più delicato e concreto: le relazioni affettive, esposte, fragili, spesso iper-visibili e poco vere.Gesù non chiede storie perfette, ma storie vere.Non chiede intensità, ma verità.Non chiede emozioni, ma responsabilità.Una parola che smaschera relazioni che funzionano ma non nutrono, che fanno stare bene ma non fanno crescere.Una parola che chiede di verificare se, stando con noi, l’altro diventa più libero o più confuso.Perché se sei sale, qualcosa deve cambiare.E se sei luce, qualcuno deve vedere meglio. | 8m 17s | ||||||
| 2/1/26 | ![]() OMELIA DELLA IV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A) | Le Beatitudini non sono un ideale etico irraggiungibile.Non sono un elenco di virtù per persone migliori.Non sono un programma per “funzionare” nel mondo.Sono il ritratto di Gesù.In questo episodio attraversiamo le Beatitudini non come parole da spiegare, ma come una vita da guardare. Gesù non le annuncia per indicare un traguardo, ma per raccontare se stesso: povero, mite, misericordioso, affamato di giustizia, capace di piangere e di amare fino alla fine.Le Beatitudini non promettono una vita protetta, ma una vita vera.Non evitano la fragilità, la espongono.Non risparmiano il dolore, lo abitano.Una meditazione per chi si sente fragile, fuori misura, esposto.Per chi teme di non essere all’altezza.Per chi scopre che il Vangelo non chiede di “riuscire”, ma di riconoscere Cristo là dove la vita è più nuda. | 8m 17s | ||||||
| 1/24/26 | ![]() OMELIA - III DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO o della Parola di Dio (ANNO A) | Non tutte le crisi arrivano con un crollo. Alcune arrivano quando la vita funziona, ma ha perso direzione. Il Vangelo di oggi parla di questo smarrimento silenzioso e di un Gesù che non forza, non accelera, ma passa lungo le rive della vita quotidiana e chiama a cambiare orientamento. Non per distruggere ciò che siamo, ma per restituire profondità, senso e futuro. | 8m 17s | ||||||
| 1/17/26 | ![]() OMELIA II DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A) | Viviamo in un mondo che chiede di funzionare sempre.Di rendere.Di essere all’altezza.Il Vangelo di oggi va nella direzione opposta.Non indica un vincente.Non propone un potenziamento dell’io.Indica un Agnello.Fragile.Esposto.Non performante.In questa meditazione, il Battista ci costringe a una domanda scomoda:che Dio stiamo cercando?Uno che ci faccia funzionare meglioo uno che resti con noi anche quando non funzioniamo più?Una riflessione per chi è stanco di dimostrare,per chi si sente di troppo quando non rende,per chi ha paura che la fragilità dica il suo valore.Il Vangelo non misura.Non confronta.Resta. | 8m 59s | ||||||
| 1/10/26 | ![]() OMELIA - BATTESIMO DEL SIGNORE (ANNO A) | Ci sono momenti in cui il dolore non ammette spiegazioni. Il Vangelo di oggi non prova a consolare, ma sceglie di scendere. Gesù entra nell’acqua torbida della storia, là dove l’uomo si vergogna di stare. Una meditazione sul Battesimo al Giordano, sulla fragilità, sul silenzio, su un Dio che non salva dall’alto ma dall’interno. | 10m 36s | ||||||
| 1/3/26 | ![]() OMELIA II DOMENICA DEL TEMPO DI NATALE | l Vangelo non chiede di essere capito, ma abitato.All’origine della tua vita non c’è il vuoto, ma una Parola che ti ha pensato.Dio non elimina il buio: lo attraversa, lo abita, lo illumina dall’interno.Un episodio per chi è stanco di spiegazioni e ha bisogno di verità che restano. | 7m 54s | ||||||
| 12/27/25 | ![]() OMELIA - SANTA FAMIGLIA DI GESÙ, MARIA E GIUSEPPE (ANNO A) | Il Vangelo dell’infanzia di Gesù non parla di protezione dall’alto, ma di una fuga.Un Dio che, appena nato, deve scappare per restare vivo.Un Dio che non entra nella storia dal lato della sicurezza, ma da quello della fragilità.Questo episodio non giustifica la paura, ma la attraversa.E ci pone una domanda radicale: quando restare non è più fedeltà, ma ostinazione?Per chi sente che qualcosa dentro sta morendo pur di non cambiare.Per chi ha paura di perdere tutto, ma rischia di perdere sé stesso. | 8m 49s | ||||||
| 12/24/25 | ![]() OMELIA DELLA NOTTE - NATALE DEL SIGNORE | Il Vangelo della Notte di Natale non inizia con Dio, ma con Cesare Augusto.Con il potere che conta, misura, controlla. E mentre il mondo misura, Dio sceglie di farsi misurare.Nasce ai margini.Senza posto.In una mangiatoia.Il Natale non è un racconto dolce, ma una rivelazione radicale: Dio non entra dalla porta del potere,ma dalla porta della fragilità. Un episodio per chi vive notti interiori,per chi non ha tutto sotto controllo, per chi ha solo uno spazio povero da offrire.Perché Dio non cerca cuori perfetti.Sceglie mangiatoie.E non passa: resta. | 8m 15s | ||||||
| 12/20/25 | ![]() OMELIA IV DOMENICA DI AVVENTO (ANNO A) | Il Vangelo di Giuseppe non parla di certezze, ma di responsabilità.Dio non entra quando tutto è chiaro, ma quando la realtà smette di tornare.Un episodio che smonta l’idea di una fede come controllo e restituisce al Natale la sua verità più scomoda: Dio nasce dove l’uomo accetta di non essere all’origine di tutto.Per chi vive decisioni difficili, per chi non capisce tutto ma non vuole scappare. | 5m 58s | ||||||
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