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Fiorenza Sarzanini: «Non è morto il cinema, non è morto il giornalismo, non è morta la letteratura»
Jun 18, 2026
1h 18m 01s
Anna Foglietta: «Quando mai l'arte ha chiesto il permesso di entrare nella testa delle persone?» | LIVE Story Tour
Jun 11, 2026
41m 03s
Coez: «Piccole conquiste, piano piano... erano mattoni»
Jun 4, 2026
1h 28m 01s
Massimiliano Fuksas: «Finisce sempre così. Finisce sempre male il successo»
May 28, 2026
1h 28m 10s
Violante Placido: «Io sono una che conserva e perde»
May 22, 2026
1h 12m 57s
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| Date | Episode | Topics | Guests | Brands | Places | Keywords | Sponsor | Length | |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 6/18/26 | ![]() Fiorenza Sarzanini: «Non è morto il cinema, non è morto il giornalismo, non è morta la letteratura» | Ep. 143: Secondo lei, per fare questo mestiere, «nei posti bisogna starci». In questa intervista con Malcom Pagani, Fiorenza Sarzanini racconta un’infanzia scandita dagli squilli notturni del vecchio telefono SIP e dai ricordi di un padre cronista. Dalle prime cronache di quartiere scritte nascosta «dietro l'armadio dell'archivio» del Messaggero, la condirettrice del Corriere della Sera intreccia la sua storia e i suoi drammi a quelli del Paese: l’anno dell'anoressia affrontato a ventitré anni senza mai smettere di lavorare, la scelta di sfilare in mezzo agli autonomi durante il G8 di Genova nel giorno della morte di Carlo Giuliani e l'immedesimazione nel dolore delle madri dell'Aquila. Tra il rifiuto dei social per proteggere la propria credibilità professionale e la paura quotidiana di subire un "buco" dalla concorrenza, Sarzanini rivendica una «passione sfrenata» che la tiene in servizio ventiquattro ore su ventiquattro, confessando che l'unico modo per trovare un po' di pace è staccare il telefono e immergersi nel silenzio del mare. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices | 1h 18m 01s | ||||||
| 6/11/26 | ![]() Anna Foglietta: «Quando mai l'arte ha chiesto il permesso di entrare nella testa delle persone?» | LIVE Story Tour✨ | feminine identitycinema+3 | Anna Foglietta | Chora MediaWill Media+1 | Napoli | Anna FogliettaMalcom Pagani+5 | — | 41m 03s | |
| 6/4/26 | ![]() Coez: «Piccole conquiste, piano piano... erano mattoni»✨ | music careerrap+3 | Silvano Albanese | — | Roma | Coezrap+6 | — | 1h 28m 01s | |
| 5/28/26 | ![]() Massimiliano Fuksas: «Finisce sempre così. Finisce sempre male il successo»✨ | architectureidentity+4 | Massimiliano Fuksas | — | LituaniaRussia+4 | architectureidentity+5 | — | 1h 28m 10s | |
| 5/22/26 | ![]() Violante Placido: «Io sono una che conserva e perde»✨ | theateracting+4 | Violante Placido | Actor's StudioE.T.+2 | — | theateracting+5 | — | 1h 12m 57s | |
| 5/14/26 | ![]() Francesca Archibugi: «A me piace abbastanza soffrire»✨ | cinemainterview+3 | Francesca Archibugi | Centro SperimentaleChora+1 | — | Francesca Archibugicinema+6 | — | 1h 39m 45s | |
| 5/7/26 | ![]() Claudia Gerini: «La vita va presa un po' con calma»✨ | lovechildhood+4 | Claudia Gerini | Scarabocchio | Ostia | Claudia GeriniMalcom Pagani+5 | — | 1h 17m 33s | |
| 4/30/26 | ![]() Alberto Barbera: «Bisogna vedere tutto»✨ | cinemafilm criticism+3 | Alberto Barbera | Gazzetta del PopoloAgente 007 - Thunderball+1 | BiellaTorino | cinemafilm festival+5 | — | 1h 27m 14s | |
| 4/23/26 | ![]() Giuliana De Sio: «Recitare è un modo per svoltare l’angoscia della vita»✨ | actingItalian cinema+3 | Giuliana De Sio | — | — | Giuliana De SioItalian cinema+3 | — | 1h 19m 18s | |
| 4/16/26 | ![]() Niccolò Ammaniti: «Preferisco tenermi la nostalgia»✨ | nostalgiafamily+5 | Niccolò Ammaniti | — | — | Niccolò Ammanitinostalgia+8 | — | 1h 01m 33s | |
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| 4/9/26 | ![]() Raf: «Quanti baci mancati per la mia timidezza»✨ | musicinterview+3 | Raffaele Riefoli | — | — | RafSanremo+5 | — | 1h 21m 49s | |
| 4/3/26 | ![]() Lucio Presta: «La buona televisione c'è e il pubblico non è stupido»✨ | televisioncareer+3 | Lucio Presta | — | — | Lucio Prestatelevision+4 | — | 1h 26m 24s | |
| 3/27/26 | ![]() Fabrizio Gifuni: «Per uno strano equivoco, mi prendono sul serio»✨ | theaterfilm+4 | Fabrizio Gifuni | Chora | — | Fabrizio GifuniAldo Moro+6 | — | 1h 56m 45s | |
| 3/20/26 | ![]() Jasmine Trinca: «Volevo essere vista, forse»✨ | actingcinema+3 | Jasmine Trinca | Nanni Moretti | — | Jasmine Trincaacting+3 | — | 54m 20s | |
| 3/13/26 | ![]() Ep.129 - Mogol✨ | music historypersonal stories+3 | Giulio Rapetti | — | MilanoRoma+1 | MogolItalian music+3 | — | 1h 31m 10s | |
| 3/10/26 | ![]() Ep.128 - Nicola Giuliano✨ | cinemarugby+4 | Nicola Giuliano | Indigo FilmLa grande bellezza | NapoliAmalfi | Nicola GiulianoMalcom Pagani+8 | — | 1h 18m 24s | |
| 3/6/26 | ![]() Ep.127 - Francesco Montanari✨ | theateremotions+4 | Francesco Montanari | Romanzo Criminale | Alessandrino | Francesco MontanariMalcom Pagani+6 | — | 1h 11m 36s | |
| 2/27/26 | ![]() Ep.126 - Edoardo Ferrario✨ | comedylanguage+3 | Edoardo Ferrario | — | — | Edoardo Ferrariohumor+3 | — | 1h 08m 45s | |
| 2/20/26 | ![]() Ep.125 - Nancy Brilli | Dice di non aver cercato questo lavoro: è stato lui a cercare lei. Racconta di un ingresso nel cinema casuale, senza vocazione né «fuoco sacro», ma di essere finita così a studiare «in palcoscenico» e non a scuola. In questa intervista a Malcom Pagani, Nancy Brilli racconta l’infanzia segnata dalla morte della madre, una grande solitudine e un bisogno di essere vista, una «falla d’amore» riempita negli anni dal rapporto con il pubblico. Parla del valore del lavoro, dicendo le persone che costruiscono, che si danno da fare, le «piacciono proprio». Spiega di aver sempre cercato compagni con gran senso dell’umorismo e di non essere rancorosa né vendicativa, ma di non dimenticare «per non farsi male di nuovo». Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices | 1h 12m 31s | ||||||
| 2/13/26 | ![]() Ep.124 - Nicolangelo Gelormini | Si ricorda come un bambino timido e balbuziente e che cercava rifugio nell’immaginazione e nell’osservazione, ma i suoi primi ricordi «non si possono dire» perché hanno a che fare con «impulsi e pulsioni». In questa intervista con Malcom Pagani, Nicolangelo Gelormini racconta di essere cresciuto al Vomero, quartiere della nuova borghesia napoletana, e che la sua prima folgorazione cinematografica è il nudo di Isabella Rossellini in “Velluto blu” di David Lynch. Parla dell’ossessione necessaria al mestiere, di un «cul-de-sac emotivo» e di una «relazione tossica». E racconta del suo primo lungometraggio, un film duro, che nasce perché «se una cosa è difficile la vado a fare» e perché il cinema, dice, non è cronaca ma «porre un interrogativo». Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices | 1h 00m 28s | ||||||
| 2/6/26 | ![]() Ep.123 - Antonio Albanese | Quando disse che avrebbe lasciato il suo lavoro in fabbrica per «provare a fare l’attore», il padre gli rispose: «Sono cazzi tuoi». In questa intervista con Malcom Pagani, Antonio Albanese racconta il suo amore per l’arte, la politica e per le persone, soprattutto quelle che «hanno cercato di ottenere qualcosa ma non ce l’hanno fatta». Racconta quanto sia affascinato dalla gente, osservarne caratteri e reazioni per il piacere di studiare l’umano, fonte inesauribile per la comicità, «forma d’arte altissima» fatta di corpo, ritmo, rischio e tenerezza. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices | 59m 39s | ||||||
| 1/30/26 | ![]() Ep.122 - Miriam Leone | Dice che il «non detto», a volte necessario, elegante, educato, l’ha imparato da bambina, osservando le nonne cucire, immerse in «un ritmo lento» e «tanto silenzio». In questa intervista con Malcom Pagani, Miriam Leone racconta una Sicilia di «fame come valore sacro», di rispetto, di luci da spegnere. Le sue parole attraversano l’infanzia, la fuga dall’asilo, il bisogno di «spostare il limite più in là», fino alla frattura decisiva, quando dopo aver vinto il concorso di Miss Italia ha «preso questa valigia» e a casa non è più tornata. Il cinema diventa allora il luogo in cui attraversare crisi, maschere e cambiamenti, perché «la vita non è lineare». Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices | 1h 12m 23s | ||||||
| 1/23/26 | ![]() Ep.121 - Claudia Pandolfi | Raccontarsi, dice, «è un’arma a doppio taglio» perché «svelarsi troppo non è furbo»: ci sono i film che parlano per te. In questa intervista con Malcom Pagani, Claudia Pandolfi ripercorre l’infanzia a Montesacro, cresciuta in una famiglia numerosa, popolare, «con vizi e virtù», verità e affetto, segnata da grandi aspettative e da uno sguardo d’amore quasi «patologico». Racconta di aver smesso presto di preoccuparsi del giudizio altrui quando ha capito che «uno si aspetta sempre la tempesta, la valanga, il buco nero» e invece «forse anche gli altri dimenticano presto». Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices | 1h 01m 02s | ||||||
| 1/16/26 | ![]() Ep.120 - Anna Ferzetti | Spiega di tenersi i ricordi e di non essere pronta a lasciarli andare. «Vivo anch’io di passato», dice, definendosi «estremamente malinconica». In questa intervista a Malcom Pagani, Anna Ferzetti racconta così il proprio tempo: di attese e «alchimie», di cose che arrivano quando devono arrivare e mai «per caso», come uno spettacolo pensato dieci anni prima insieme a Pierfrancesco Favino e non fatto subito, «perché non era il momento giusto». Ferzetti racconta della casa di famiglia che è riuscita a ricomprare da sola, di un padre simile al Mariano De Santis interpretato da Toni Servillo nel film “La grazia”, e parla di sincerità come scelta necessaria, perché tanto «la vita è uno sputo breve» e lei non ha più voglia di bugie. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices | 1h 15m 27s | ||||||
| 1/9/26 | ![]() Ep.119 - Enrica Bonaccorti | Figlia di un ufficiale di polizia ferroviaria ed ex partigiano, passa l’infanzia spostandosi da una città all’altra, crescendo nelle caserme e in mezzo agli uomini in divisa. A diciannove anni attraversa in autostop il ’68 e scopre il teatro, salendo sul palco spesso per sostituzione, alzando la mano e dicendo: «Magari ci posso provare io». Mai «abbastanza intelligente da essere cinica», in questa intervista a Malcom Pagani Enrica Bonaccorti racconta «al confine della vita» la sua carriera, come la televisione sia arrivata da lei quasi per caso per cambiarle l’esistenza, il rapporto di rispetto immediato con il pubblico e un successo che non ha cercato. Bonaccorti parla poi della malattia e rifiuta ogni retorica e «i funerali anticipati», rivendicando l’ironia come atto salvifico e un’unica urgenza: «Vivere bene quando c’è da vivere e basta». Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices | 1h 04m 42s | ||||||
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